CORIGLIANO ROSSANO-” Le recenti notizie ufficiose apparse a mezzo stampa descrivono il nuovo ospedale della Sibaritide ormai in dirittura d’arrivo, con un cantiere in contrada Insiti che si avvierebbe a concludere i lavori entro i prossimi cento giorni. Tuttavia, questa spinta verso il completamento della struttura fisica si scontra con una realtà operativa preoccupante: la cronica mancanza di personale sanitario non è infatti solo un’ipoteca sul futuro, ma una criticità attuale che mette già oggi a serio rischio i ricoveri programmati in diversi reparti dell’attuale Spoke. In questo scenario, l’attivazione di tavoli tecnici permanenti per coordinare il trasloco di attrezzature e reparti rischia di essere un passaggio puramente burocratico se non accompagnato da un piano concreto per colmare i vuoti d’organico. Il timore è che una struttura tecnologicamente all’avanguardia possa restare parzialmente inoperosa, incapace di rispondere pienamente ai bisogni di salute per la mancanza di un numero adeguato di camici bianchi.
Per evitare che la nuova “cittadella della salute” diventi l’unico e isolato riferimento assistenziale, è necessario ripensare profondamente il destino dei presidi “Guido Compagna” di Corigliano e “Nicola Giannettasio” di Rossano. La proposta non deve essere la loro semplice dismissione, ma una riconversione strategica volta ad ampliare l’offerta della sanità territoriale. L’assistenza sanitaria, infatti, non può e non deve esaurirsi esclusivamente tra le mura di un grande ospedale per acuti. Trasformare i vecchi presidi in centri nevralgici per la medicina di prossimità permetterebbe di garantire ai cittadini una rete di assistenza più capillare, portando i servizi di prevenzione e specialistica più vicini alle persone e decongestionando il nuovo polo dai casi che non richiedono necessariamente il ricovero ospedaliero.
In questo quadro di rinnovamento, la scelta di puntare sul nuovo protocollo d’intesa per la formazione d’eccellenza dei dirigenti medici appare certamente valida e buona sulla carta, poiché mira a qualificare i futuri vertici attraverso competenze manageriali e gestionali aggiornate. Rimane però il dubbio che questa non possa essere considerata la priorità assoluta in una fase di emergenza operativa. Per quanto la competenza dei dirigenti sia fondamentale, l’urgenza indifferibile del territorio resta il reclutamento dei medici di corsia. Senza un piano straordinario che porti nuovi professionisti direttamente nei reparti e al letto dei pazienti, anche il miglior modello di gestione manageriale rischia di rimanere un esercizio teorico applicato a una struttura priva della sua componente più vitale: chi deve, ogni giorno, curare e operare.
In conclusione, l’Asp deve mettere al centro della sua attività il nuovo ospedale della Sibaritide e la riorganizzazione complessiva dell’offerta sanitaria sul territorio. Questa è la vera sfida”. Queste le parole dei consiglieri Lidia Sciarrotta del M5S e Giuseppe Candreva del Pd.

























