Tra equilibri di partito e profili tecnici, il presidente Occhiuto costruisce la nuova Giunta regionale: Forza Italia perno politico, FdI tra Ferro e Montuoro, Lega verso la quota rosa con Loizzo.
CATANZARO – A poco più di dieci giorni dalla riconferma elettorale, Roberto Occhiuto si muove con prudenza ma decisione nella costruzione del suo secondo esecutivo. La nuova Giunta regionale della Calabria nasce dentro un quadro politico consolidato, ma attraversato da tensioni sottili: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati rivendicano ruoli e spazi, mentre il presidente punta a un assetto di continuità, competenza e parità di genere, senza rinunciare a un margine di autonomia personale nelle scelte.
Forza Italia: il baricentro resta azzurro
Il partito del governatore rimane il perno dell’intera architettura di potere.
Inamovibile Gianluca Gallo, autentico mattatore elettorale, che si avvia verso una riconferma scontata all’Agricoltura. Al suo fianco prende corpo la figura di Rosaria Succurro, sindaca di San Giovanni in Fiore, destinata a rappresentare la “quota rosa” forzista e a raccogliere la delega al Turismo o ai Grandi Eventi.
Completa il tris azzurro il tecnico Marcello Minenna, nome che circola con insistenza per uno degli assessorati economici: una scelta che darebbe all’esecutivo un profilo più amministrativo e meno politicizzato, coerente con la linea di Occhiuto di professionalizzare la macchina regionale.
Fratelli d’Italia: il nodo del doppio vertice
Nel partito della premier Meloni la partita è più complessa e si gioca su due tavoli: quello nazionale e quello calabrese.
Antonio Montuoro, consigliere regionale in forte ascesa e ben visto dai vertici romani, è oggi in pole per la vicepresidenza, ma la casella resta contesa con Wanda Ferro, sottosegretaria all’Interno e figura di peso simbolico nella destra calabrese.
Sul fondo resta Giovanni Calabrese, che potrebbe rientrare in Giunta in caso di equilibrio interno o nel tandem con Montuoro. In ogni caso, FdI si muove per confermare due posizioni, una delle quali di vertice, consapevole che la partita regionale è anche un banco di prova del rapporto di forza con Forza Italia.
Lega e Noi Moderati: la ricerca dell’equilibrio
Nel Carroccio il confronto è apertissimo. Da un lato Simona Loizzo, deputata e medico, che potrebbe ricevere la delega alla Sanità (qualora Occhiuto non la trattenga per sé); dall’altro Giuseppe Mattiani, coordinatore provinciale a Reggio Calabria, in bilico tra un ruolo politico e la presidenza di commissione.
La Lega dovrà comunque garantire la rappresentanza femminile, richiesta sia da Roma sia dal presidente, in nome di un equilibrio che tiene insieme genere e territorio.
Sul fronte centrista, Vito Pitaro resta la carta di Noi Moderati, elemento di raccordo politico e garanzia di stabilità nella coalizione.
Le istituzioni: un equilibrio tra Lega e Forza Italia
La presidenza del Consiglio regionale sembra indirizzata verso la riconferma di Filippo Mancuso (Lega), in nome della continuità e degli accordi di coalizione.
Tuttavia, il nome di Salvatore Cirillo (Forza Italia), tra i più votati del partito, rimane in campo come ipotesi alternativa e, per qualcuno, come carta di compensazione nel mosaico complessivo del potere regionale.
Una Giunta di equilibrio politico e di immagine
La nuova squadra dovrebbe articolarsi su nove membri, con un mix di profili politici e tecnici, e una forte presenza femminile.
Per Occhiuto, la sfida non è solo la ripartizione degli assessorati ma la costruzione di un equilibrio più profondo: quello tra il consenso personale, la necessità di mantenere compatta la coalizione e l’esigenza di dare al governo regionale un profilo efficiente e riconoscibile.
Una Giunta, dunque, che si annuncia di stabilità e rappresentanza, ma anche di immagine: il laboratorio di un centrodestra che, dopo il voto, punta a consolidarsi come blocco di governo duraturo e non più contingente.


























