CORIGLIANO-ROSSANO – Si chiude definitivamente il capitolo giudiziario a carico di Domenico Misciagna, il 47enne coriglianese (noto come Mario) coinvolto nelle indagini sulla morte di Cosimo Antonio Costa, il commerciante di ortofrutta soprannominato “Peperoncino”. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Luca Fragolino, ha infatti disposto l’archiviazione del procedimento penale, sancendo l’estraneità dell’uomo al reato di omicidio volontario.
L’ORIGINE DEL GIALLO
La vicenda ebbe inizio nel giugno del 2023. Il 9 giugno, Cosimo Antonio Costa giunse al Pronto Soccorso di Corigliano in condizioni disperate, tali da richiederne il trasferimento d’urgenza all’ospedale di Cosenza. Nonostante la vittima avesse inizialmente dichiarato di essere caduta accidentalmente, i medici intuirono subito che quelle ferite erano incompatibili con un incidente, ma riconducibili a un’efferata aggressione avvenuta, come emerso poi dalle indagini, la sera del 7 giugno.
LE INDAGINI E IL SOSPETTO
Il Pubblico Ministero, Veronica Rizzaro, avviò tempestivamente una complessa attività investigativa delegata ai Carabinieri della Stazione di Corigliano Scalo e del Reparto Territoriale. Tra intercettazioni telefoniche, ambientali e interrogatori, il nome di Misciagna finì nel registro degli indagati. Nel maggio del 2024, l’uomo ricevette l’avviso di garanzia, una mossa utilizzata dagli inquirenti anche per “sollecitare” le attività tecniche di intercettazione in corso.
LA DIFESA E L’ESTRANEITÀ
Difeso dall’avvocato di fiducia Giuseppe Vena, Misciagna ha sempre respinto ogni accusa, proclamandosi innocente sin dal primo momento. Una posizione che ha retto al vaglio di mesi di accertamenti capillari. Dalle relazioni prodotte dall’Arma dei Carabinieri e dall’esame del materiale audio raccolto, non è emerso alcun elemento che potesse collegare il 47enne all’aggressione mortale. Anzi, proprio nelle conversazioni intercettate, l’uomo ribadiva con forza la propria totale estraneità ai fatti.
IL VERDETTO FINALE
La mancanza di prove e la natura infruttuosa delle attività tecniche hanno spinto la magistratura a chiedere la chiusura del caso. Con il provvedimento di archiviazione firmato dal dott. Fragolino, cade l’accusa di omicidio volontario. L’omicidio di “Peperoncino”, dunque, resta al momento senza un colpevole, ma la giustizia ha definitivamente chiarito la posizione di Misciagna, restituendogli la piena onorabilità legale dopo oltre un anno di pressione giudiziaria.





















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