Operazione “Old Mill”. A Castrovillari sfilano i testimoni della maxi-indagine antidroga

la caserma del reparto territoriale di Corigliano

CORIGLIANO-ROSSANO / TREBISACCE / CASSANO –
Il mulino gira ancora. E la giustizia continua a macinare udienze, una dopo l’altra, nel processo penale scaturito dalla vasta operazione antidroga “Old Mill – Vecchio Mulino”, che ha scosso tre territori: Corigliano-Rossano, Trebisacce e Cassano allo Ionio. Un’indagine complessa, tessuta filo dopo filo dai Carabinieri, e che oggi si trasforma in un dibattimento fitto di testimonianze, interrogatori e ricostruzioni investigative.

Nell’aula del Tribunale di Castrovillari, davanti al giudice monocratico Marianna Ferrante, nelle ultime ore ha preso la parola il maresciallo Massimo Palazzo della Stazione Carabinieri di Corigliano, figura centrale dell’inchiesta. Palazzo ha ripercorso l’attività investigativa svolta: intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti, pedinamenti, sequestri di sostanze stupefacenti, identificazioni vocali, arresti.
Un mosaico di elementi che la Procura considera decisivo, ma che le difese contestano in ogni dettaglio.

Accanto alla testimonianza-chiave del maresciallo, sono stati ascoltati anche alcuni testimoni indicati dagli imputati, chiamati a controbilanciare il quadro accusatorio costruito in anni di lavoro investigativo.

Il processo è stato aggiornato al 25 marzo 2026, data fissata per l’audizione dei residui testimoni delle difese. Solo dopo quel passaggio si potrà programmare la fase conclusiva, con le arringhe dei legali e – finalmente – la sentenza.

Tredici imputati e undici capi d’accusa

Nel mirino della Procura – rappresentata dal pubblico ministero Simona Manera – ci sono 13 imputati, accusati, a vario titolo e in episodi non sempre collegati tra loro, di detenzione di sostanze stupefacenti, principalmente cocaina e, in un solo caso, hashish:

  1. P. L. (Trebisacce, classe 1963)
  2. P. M. (Corigliano-Rossano, 1979)
  3. N. M. (Corigliano-Rossano, 1984)
  4. C. S. (Corigliano-Rossano, 1980)
  5. P. E. (San Demetrio Corone, 1985)
  6. L. N. (Trebisacce, 1972)
  7. F. A. (Corigliano-Rossano, 1982)
  8. A. C. (Trebisacce, 1983)
  9. N. A. (Trebisacce, 1991)
  10. T. L. (Villapiana, 1970)
  11. T. P. (Villapiana, 1994)
  12. B. B. (Africo, 1982)
  13. S. E. (Africo, 1991)

Undici i capi d’accusa complessivi. Undici tasselli che la Procura ritiene parte di un sistema di approvvigionamento e distribuzione di droga “pesante” nei tre territori. Gli imputati, però, restano tutti presunti innocenti, e le difese ribadiscono che molte contestazioni non reggerebbero a una verifica tecnico-giuridica puntuale.

La difesa compatta: “Accuse da smontare, ricostruzioni da rivedere”

Il collegio difensivo è un vero e proprio “esercito togato”, composto dagli avvocati:

  • Ettore Zagarese
  • Nicoletta Bauleo
  • Francesco Gelsomino
  • Natale Morrone
  • Giuseppe Callegari
  • Luigi Malomo
  • Giuseppe Vena
  • Bianca Greco
  • Michele Domadio
  • Saverio Casile
  • Ilaria Giacomo

Una squadra che contesta il quadro probatorio, le interpretazioni delle intercettazioni e la tenuta investigativa dell’intera operazione.

Una scacchiera giudiziaria ancora aperta

La “Old Mill” è una storia giudiziaria che si muove come una scacchiera: mosse, contromosse, testimonianze che cambiano la prospettiva, interrogatori che aggiungono o tolgono ombre.
Fino a oggi, l’unica certezza è che il processo è tutt’altro che vicino alla conclusione.

Il prossimo capitolo andrà in scena il 25 marzo 2026. Lì si capirà se il “Vecchio Mulino” della droga macinerà condanne o assoluzioni.

Per ora, il dibattimento continua. E la polvere resta sollevata.

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