CATANZAROIl Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, si presenta davanti alla stampa con la consapevolezza di chi ha appena scollinato un’epoca. La fine del commissariamento, sancita dal Consiglio dei Ministri, non è solo un titolo sui giornali ma, nelle parole del Governatore, la riconquista di una sovranità perduta nel 2009. Durante la conferenza stampa, Occhiuto ha chiarito che il passaggio alla gestione ordinaria permetterà di attivare poteri e risorse finora congelati dai piani di rientro, a partire dai 60 milioni di euro annui e dalla fiscalità aggiuntiva che finalmente potranno essere messi a terra per curare i calabresi e non solo per far quadrare i bilanci. Si tratta di un tesoretto rimasto troppo a lungo accantonato in regime di sorveglianza speciale e che ora dovrà servire a centrare l’obiettivo del pareggio di bilancio nel triennio e, soprattutto, a migliorare i livelli essenziali di assistenza, specie sulla prevenzione.
Nonostante la vittoria politica sia evidente, Occhiuto ha scelto di non cedere il passo sulla gestione diretta. La decisione di mantenere l’interim alla sanità nasce dalla volontà di blindare il percorso delle riforme, evitando scossoni che potrebbero compromettere i primi segnali di guarigione del sistema. Il Presidente è stato molto chiaro su questo punto: se da un lato i Ministeri riconoscono il cambio di passo della Calabria, dall’altro la percezione dei cittadini nelle corsie resta ancora pesantemente negativa. È proprio su questo divario tra la realtà dei numeri e il vissuto dei pazienti che si giocherà la partita dei prossimi mesi. La prudenza nelle riforme, invocata durante l’incontro coi giornalisti, serve a garantire che il ritorno alla normalità istituzionale non si traduca in un salto nel buio, ma in un consolidamento delle strutture esistenti.
La Calabria riparte dunque da una “condizione di parità” con le altre regioni italiane, dotandosi di tutti quegli strumenti di programmazione che per diciassette anni le sono stati negati. Occhiuto ha rivendicato i risultati già ottenuti in altri settori, dall’ambiente ai rifiuti, ma ha ammesso che sulla salute la sfida è infinitamente più complessa a causa dei problemi stratificati nel tempo. L’uscita dal commissariamento toglie l’ultimo alibi alla politica locale: da oggi ogni successo e ogni fallimento avranno una firma esclusivamente calabrese. La scommessa del Governatore è quella di dimostrare che la regione può curarsi da sola, trasformando quel “risultato storico” proclamato in conferenza in un diritto alla salute finalmente garantito per tutti.























