CORIGLIANO ROSSANO- Per quasi un lustro, la complessa rete dei sottoservizi del nuovo ospedale unico della Sibaritide è rimasta confinata nel cono d’ombra delle polemiche più aspre, dei rimpalli di competenze tra enti e dei rinvii burocratici. Mentre le strutture portanti, i blocchi delle degenze e i laboratori del nosocomio prendevano progressivamente forma, l’interrogativo fondamentale su come connettere questo gigante sanitario alle reti idriche, di scarico e di depurazione continuava a gravitare sul territorio come una minaccia. Il rischio, paventato a più riprese da comitati civici, forze sindacali e partiti d’opposizione, era quello di assistere alla nascita dell’ennesima, clamorosa cattedrale nel deserto: un polo sanitario d’avanguardia sul piano clinico, ma strutturalmente isolato, incapace persino di smaltire i propri reflui. Una paralisi politico-amministrativa che sembra aver trovato una svolta decisiva solo nelle ultime settimane, grazie alla decisione della Regione Calabria di tagliare i nodi della burocrazia, affidando la progettazione esecutiva e l’esecuzione materiale delle opere civili direttamente al braccio operativo del concessionario privato.

A fare il punto su questa accelerazione fondamentale, spiegando come si stia tentando di recuperare il terreno perduto in anni di stasi, è Domenico Gerardo Petrone, project manager dell’imponente infrastruttura ionica. L’ingegnere non esita a ripercorrere con fermezza la lunga stagione delle incomprensioni istituzionali che ha preceduto il recente sblocco dei cantieri esterni al perimetro ospedaliero. «Sicuramente quello a cui abbiamo assistito in questi anni, almeno da quando sono arrivato io alla guida tecnica – spiega senza mezzi termini il manager Domenico Gerardo Petrone – sono stati quattro anni e mezzo di tempo in cui si è parlato diffusamente del depuratore, si è discusso animatamente degli scarichi e dei collettori, ma nei fatti si è solo parlato. Oggi lo scenario è radicalmente mutato. Abbiamo preso formalmente in carico l’opera perché ci è stata commissionata direttamente dalla Regione Calabria, attraverso l’ufficio del commissario straordinario. In un lasso di tempo estremamente ridotto, quasi record, abbiamo completato la complessa fase di progettazione ingegneristica e abbiamo immediatamente avviato le lavorazioni sul campo».
I dettagli tecnici forniti dalla direzione dei lavori descrivono un piano di marcia serrato, studiato per superare in un solo colpo non solo i ritardi accumulati dalla burocrazia pubblica, ma anche i delicati nodi legati alle procedure di esproprio dei terreni limitrofi e alla canalizzazione dei vettori idrici verso l’esterno. «I lavori del depuratore e dello scarico non erano originariamente in carico a noi – ci tiene a precisare Petrone – perché non rientravano nelle competenze dirette del nostro appalto sul corpo centrale. Qualche settimana fa, però, verso la metà di maggio, c’è stata la formale consegna delle aree e ci è stata affidata la realizzazione dello scarico delle acque bianche, con un tubo dedicato dislocato sul lato opposto del cantiere, unitamente alla costruzione ex novo dell’impianto di depurazione».
La risposta operativa della macchina dei lavori è stata fulminea, quasi a voler dimostrare plasticamente la differenza di passo tra l’efficienza privata e i tempi della macchina pubblica. «Ad oggi abbiamo già eseguito l’intero scavo in pochissime ore – evidenzia con orgoglio il project manager – abbiamo già gettato le fondazioni in cemento armato e le squadre sono all’opera per innalzare i muri perimetrali delle vasche di sedimentazione e trattamento dei reflui. La nostra programmazione è ferrea: contiamo di terminare tutte le opere civili totali del depuratore entro la fine dell’estate». Tutto questo è stato reso possibile dal superamento dei vincoli che per anni avevano bloccato i progetti preliminari: «Quella fase è stata finalmente superata – aggiunge il tecnico – sono già stati completati tutti gli espropri necessari e sono già state eseguite le linee e le condotte che colletteranno il flusso fino all’esterno del cantiere, ovvero al punto di recapito finale».
La scelta di dotare l’ospedale della Sibaritide di un sistema di trattamento autonomo risponde a precisi requisiti di sicurezza ambientale. Un nosocomio da centinaia di posti letto genera infatti reflui complessi, che necessitano di processi di filtrazione chimica e biologica prima di essere immessi nell’ambiente, a maggior ragione in un’area come quella ionica, caratterizzata da pregiate colture agricole e agrumeti IGP. «Noi avremo il nostro depuratore interno e indipendente – conclude Domenico Gerardo Petrone – il che significa che depureremo nel modo più sostenibile e attraverso l’impiego di altissime tecnologie avanzate tutti gli scarichi delle famose acque nere dell’ospedale. I tempi contrattuali standard prevedono un anno di tempo dalla partenza dei lavori, ma sia come concessionario, sia soprattutto per la consapevolezza dell’importanza vitale che la messa in esercizio di questa struttura riveste per l’intera comunità calabrese, sarà nostra cura e massima ambizione applicare la stessa tempistica record che ha caratterizzato la costruzione dell’ospedale. Vogliamo vedere questo impianto di depurazione completato e funzionante nel più breve tempo possibile, per consegnare finalmente alla cittadinanza un’opera fruibile a trecentosessanta gradi». A dare solidità numerica al progetto sono i dati ufficiali esposti nel cartello di cantiere per la realizzazione del depuratore reflui e della condotta emissaria agli scarichi dell’Ospedale della Sibaritide. L’opera, di proprietà e commissionata dalla Regione Calabria, comporta un importo complessivo dei lavori pari a 6.686.500,00 euro. Con una data di inizio lavori fissata allo scorso 30 marzo 2026, il cantiere vede come impresa esecutrice la D’Agostino Costruzioni Generali, affiancata da un team tecnico composto dallo studio Arch&Tech per la progettazione, dall’ingegner Renato del Prete nel ruolo di Direttore dei Lavori e coordinatore per l’esecuzione, e dall’ingegner Pietro Li Castri come coordinatore per la progettazione.


























