COSENZA- La dignità del lavoro si misura dalla capacità di garantire una vita libera e dignitosa, ma quando andare a lavorare diventa un costo insostenibile, l’intero equilibrio sociale rischia di crollare. L’allarme lanciato oggi dall’Osservatorio Regionale delle Povertà della Calabria, attraverso una dura nota del direttore Antonio Belmonte, riflette una realtà drammatica che migliaia di famiglie e lavoratori pendolari vivono ormai quotidianamente sulla propria pelle.
Con il prezzo medio del diesel che ha toccato quota 2,246 euro al litro sulla rete ordinaria e superato i 2,30 euro in autostrada, il caro-carburanti agisce come una vera e propria tassa regressiva. Il calcolo è drammatico nella sua semplicità: di fronte a stipendi medi netti che si attestano sui 1.300 euro al mese, un lavoratore monoreddito costretto a percorrere decine di chilometri al giorno si trova a spendere oltre 400 euro al mese solo per fare il pieno. Una cifra che assorbe quasi un terzo della busta paga. Oggi fare rifornimento si traduce in una beffa grottesca, dove venti euro bastano appena per otto litri di gasolio a fronte dei quindici garantiti in passato. L’automobile, per milioni di pendolari, non rappresenta affatto un lusso ma l’unico strumento indispensabile per raggiungere il posto di lavoro.
A questo salasso quotidiano si aggiunge l’impatto sul trasporto merci su gomma. L’incremento dei costi di logistica si scarica infatti direttamente sul prezzo dei beni di prima necessità, impoverendo ulteriormente il carrello della spesa e prosciugando il potere d’acquisto delle famiglie. L’Osservatorio segnala un numero sempre più alto di richieste d’aiuto da parte di persone finora del tutto estranee ai circuiti dell’assistenza sociale. Si tratta di nuclei familiari e lavoratori che, pur tagliando ogni spesa superflua, non riescono più a far fronte contemporaneamente ai costi di mobilità, alle bollette domestiche e all’acquisto del cibo.
Di fronte a un contratto sociale ormai spezzato, l’Osservatorio Regionale delle Povertà chiede con forza al Governo e alle istituzioni regionali l’adozione di provvedimenti urgenti e strutturali. Diventa prioritario intervenire in modo permanente sul prezzo dei carburanti attraverso la sterilizzazione delle accise e il contrasto alle speculazioni lungo la filiera. Allo stesso tempo, si rendono necessari sostegni diretti alla mobilità per i redditi bassi e medi, spesso ingiustamente esclusi dai bonus tradizionali, oltre a un calmiere straordinario sulle bollette energetiche e sui beni di primaria necessità. Lavorare non può ridursi alla sola necessità di pagarsi il viaggio per andare al lavoro: tutelare i salari significa difendere la legalità, la dignità e la tenuta sociale dell’intero territorio.

























