Palazzo Pendino, Sciarrotta e Candreva: “Dalla minoranza indignazione tardiva”

Lidia Sciarrotta M5S

Lidia Sciarrotta

CORIGLIANO ROSSANO- Sciarrotta (M5S) e Candreva (PD) replicano alla minoranza: “Indignazione tardiva dopo anni di abbandono di Palazzo Pendino”

I consiglieri di maggioranza Sciarrotta (Movimento 5 Stelle) e Candreva (Partito Democratico) intervengono per replicare alle accuse dei rappresentanti di minoranza sugli interventi previsti su Palazzo Pendino e Palazzo Taverna, respingendo una narrazione che non corrisponde alla realtà dei fatti.
«Colpisce l’improvvisa indignazione di chi per anni ha lasciato Palazzo Pendino nel degrado totale, senza alcuna prospettiva di recupero, senza iniziative politiche e senza proposte concrete», dichiarano Sciarrotta e Candreva.
«Per lungo tempo questa struttura è rimasta abbandonata, vittima dell’ennesimo progetto pedestre non finito, ereditato dal passato, di cui le amministrazioni comunali di centrodestra erano campionesse: non solo Pendino, ma area consortile di Cantinella, Clarisse, Scuola San Nico. Per non parlare dei luoghi abbandonati senza nemmeno un progetto, dalla scuola di Cantinella alla Taverna passando per Palazzo Bianchi e la Cittadella dei Ragazzi. Tutti luoghi che l’amministrazione comunale sta recuperando con progettualità serie, uscendo dai contenziosi ed intercettando finanziamenti. Le polemiche sterili non reggono di fronte ai fatti.».

Secondo i due esponenti di maggioranza, l’uso del termine “ghettizzazione” è del tutto strumentale:
«È una parola dietro cui ci si nasconde per evitare un confronto onesto. In molti casi serve solo a coprire atteggiamenti che hanno poco a che fare con le politiche urbane e molto con il pregiudizio e il razzismo sociale, per altro cercando di nascondere il fallimento del centrodestra sulla sicurezza anche causato dallo smantellamento del sistema di accoglienza degli SPRAR che integrava e non ghettizzava».
Sciarrotta e Candreva sottolineano inoltre che l’intervento su Palazzo Taverna, situato nel pieno centro cittadino, rientra in un percorso di rigenerazione urbana e inclusione, di integrazione e sicurezza che è esattamente ciò di cui ha bisogno la comunità, non certo di isolamento.
In merito all’incontro regionale sul progetto Su.Pr.Eme.2, precisano:
«Il Comune era regolarmente presente con la dirigente competente, che segue direttamente l’attuazione degli interventi. Parlare di assenza è semplicemente falso».
«Questa Amministrazione ha scelto di lavorare con serietà per riportare legalità negli spazi pubblici e costruire percorsi concreti di inclusione sociale, affrontando problemi che per troppo tempo sono stati ignorati. È questa la differenza tra chi governa e chi si limita a fare polemica».

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