Papasso: «Basta morti sulla SS106, servono rotatorie e luci accese»

CASSANO ALL’IONIO – La tragedia sulla SS 106, all’altezza dello svincolo degli Stombi, continua a scuotere l’intera comunità sibarita. Il doloroso incidente del 30 novembre, costato la vita a due giovani di Cassano e che ha lasciato altri quattro ragazzi feriti, ha riacceso un tema purtroppo noto: la pericolosità cronica della “strada della morte”.

Dopo giorni di silenzio rispettoso, l’ex sindaco Gianni Papasso rompe gli indugi e lancia un appello durissimo, chiamando alle proprie responsabilità Anas, Regione e Ministero delle Infrastrutture. Il suo grido è semplice e netto: «Basta più morti!»

«Anni di battaglie ignorate: lo Stato intervenga»

Papasso ricorda di essersi battuto «anni e anni» per l’ammodernamento del tratto sibarita della SS 106 e, in particolare, per la realizzazione di rotatorie nei punti più critici. «Da sindaco sono intervenuto una miriade di volte, senza nemmeno ricevere risposta», denuncia.

L’ex primo cittadino ripercorre gli episodi più drammatici:

  • agosto 2021: tre giovani morti, due dei quali di Cassano;
  • aprile 2022: altre due vittime in prossimità dello svincolo di Cassano;
  • numerosi ulteriori incidenti negli anni, molti dei quali mortali.

«A testimonianza – aggiunge – pubblico una lettera inviata ad alcune autorità nell’aprile 2022. Ma nulla è cambiato: nessuna risposta, nessun intervento strutturale, nessuna volontà di ascoltare».

«Il tempo delle parole è finito: servono rotatorie e subito»

Papasso punta il dito contro le istituzioni competenti:
«Non ci interessano più le passerelle elettorali dove si promettono rose e fiori. Questo territorio viene abbandonato a se stesso. È assurdo che non si riesca ad ottenere nemmeno una rotatoria!»

Da qui la richiesta, «forte e determinata», rivolta direttamente ad Anas, Regione e Ministero:
«Si passino la mano sulla coscienza e realizzino ciò che i cittadini di Cassano chiedono da anni: rotatorie sulla 106!»

Illuminazione spenta da mesi: «Perché? Chi si assume la responsabilità?»

Ma l’ex sindaco porta alla luce un’altra criticità gravissima: l’assenza di illuminazione pubblica proprio nel tratto più pericoloso della 106.

«Perché – chiede Papasso – l’impianto d’illuminazione nei pressi del bivio degli Stombi, fino ai Laghi e fino a Lattughelle, è spento da mesi? Perché i cittadini continuano a pagare un canone se le luci restano spente in un punto così strategico?»

Papasso parla di «una situazione intollerabile» e pretende un intervento immediato:
«Anche l’illuminazione è un deterrente contro gli incidenti. Questa è una mancanza gravissima.»

Un appello che scuote le coscienze

La tragedia, le lacrime, le famiglie distrutte e una comunità ancora scossa: ecco il contesto in cui arriva il j’accuse dell’ex sindaco.

«Ho atteso qualche giorno per rispetto del dolore dei familiari – scrive – ma ora il silenzio deve finire. Non si può più aspettare. Le istituzioni intervengano, subito».

Il dibattito sulla sicurezza della SS 106, già incandescente, ora si riaccende con nuova forza. Resta da capire se stavolta le autorità competenti risponderanno.

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