CORIGLIANO ROSSANO– L’approvazione del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE) per il completamento e la rifunzionalizzazione dell’edificio Pendino apre un acceso dibattito politico che va oltre il semplice rispetto delle scadenze burocratiche. Se l’Amministrazione comunale ha accolto con entusiasmo il via libera agli interventi finanziati dal PNRR, il consigliere comunale Demetrio Walter Caputo solleva interrogativi profondi sulla reale direzione intrapresa e sulla capacità dell’opera di rispondere alle vere esigenze della comunità locale.
Il valore dell’identità urbana
Secondo Caputo, il Pendino non è un semplice immobile, ma un luogo carico di valore storico e simbolico per una parte importante della cittadinanza. La preoccupazione espressa dal consigliere riguarda il rischio di snaturare l’identità della struttura, piegandola a funzioni che appaiono più “emergenziali” che strutturali.
«Utilizzare uno spazio potenzialmente destinabile a cultura, aggregazione o servizi di respiro cittadino per finalità assistenziali – spiega Caputo nel suo intervento – solleva dubbi sulla visione complessiva di sviluppo urbano e sociale».
Inclusione senza ghettizzazione
Il consigliere chiarisce che la lotta al disagio e le politiche di inclusione sono temi necessari, ma che andrebbero affrontati con interventi mirati in contesti adeguati. Il timore è che la concentrazione di situazioni di fragilità in un edificio che potrebbe invece essere un motore di rigenerazione e appartenenza possa creare un “contenitore sociale” percepito come estraneo dal resto del tessuto urbano. Una scelta che, secondo l’esponente dell’opposizione, rischierebbe di alimentare tensioni sociali piuttosto che favorire una reale integrazione.
Il PNRR come visione, non come “tampone”
L’affondo di Caputo si sposta poi sulla gestione dei fondi europei: più che la velocità nell’intercettare le risorse, ciò che servirebbe è una riflessione ampia sulle prospettive della città.
«Il PNRR dovrebbe essere uno strumento per rafforzare l’identità e le prospettive di Corigliano-Rossano – conclude Demetrio Walter Caputo – non per trasformare luoghi simbolici in risposte tampone a problemi complessi che meriterebbero soluzioni più equilibrate e condivise».





















Inviaci un tuo commento