Pesca calabrese in ginocchio, Martilotti: “Serve un piano straordinario per salvare un settore al collasso”

Salvatore Martilotti

Dopo la proroga del fermo pesca, l’intero comparto a strascico del Tirreno rischia di fermarsi definitivamente. Il Comitato Pescatori Calabria chiede interventi urgenti alla Regione.


CORIGLIANO-ROSSANO – “La pesca calabrese non può campare d’aria”. È un grido d’allarme quello che arriva da Salvatore Martilotti, del Comitato Pescatori Calabria, che denuncia con toni accorati la situazione drammatica in cui versa il comparto ittico regionale dopo la proroga del fermo pesca imposta dal Ministero dell’Agricoltura e dalla Commissione europea.

Dopo il fermo biologico obbligatorio che, come ogni anno, ha bloccato la pesca a strascico dal 1° al 30 ottobre, la decisione di prolungare lo stop fino al 30 novembre ha colto di sorpresa un intero comparto già in difficoltà. Nessuna misura di ristoro immediata, nessuna compensazione. Solo l’ennesimo mese di inattività per centinaia di famiglie che vivono del mare.

“La nostra flotta a strascico – spiega Martilotti – è composta da microimprese familiari, piccoli armatori e lavoratori che non possono più sostenere questi ritmi. Con queste regole europee e le giornate di pesca sempre più ridotte, non è più possibile andare avanti”. Secondo i dati del Comitato, un’impresa di pesca calabrese può contare su appena 145 giornate lavorative all’anno, somma di un calendario fitto di limitazioni: fermi obbligatori, sabati e domeniche, festività, maltempo e nuove restrizioni imposte da Bruxelles. “Con così poche giornate utili – aggiunge Martilotti – i ricavi calano, i costi aumentano e gli utili scompaiono. Il risultato è che molte imprese chiudono e gli equipaggi finiscono per ingrossare le fila della disoccupazione”.

Una crisi strutturale, che non nasce oggi ma affonda le radici in anni di scarsa programmazione e assenza di politiche di settore. In Calabria il prodotto lordo della pesca si aggira attorno ai 60 milioni di euro l’anno, ma il valore delle catture, degli occupati e delle flotte è in costante calo. “Abbiamo assistito a un lento declino che ora rischia di trasformarsi in un tracollo definitivo”, osserva ancora Martilotti.

Per il portavoce del Comitato Pescatori, è tempo che la Regione Calabria intervenga con decisione, approvando un Piano straordinario per la pesca che dia respiro alle imprese, sostenga l’occupazione e promuova strumenti innovativi di rilancio economico. “La speranza – afferma – è che il presidente Occhiuto, il Consiglio regionale e l’assessore Gallo comprendano l’urgenza di un intervento strutturale. La nostra marineria non può più aspettare”.

Martilotti rilancia anche l’idea di un’Agenzia per lo sviluppo delle imprese ittiche e del decollo, nel porto di Schiavonea di Corigliano-Rossano, dell’Osservatorio regionale della pesca, da sempre auspicato come centro di riferimento per l’intero settore. “Schiavonea è una delle capitali storiche della pesca calabrese – sottolinea – e il Comune con la maggiore estensione costiera della regione. È da qui che deve partire la rinascita di un comparto che ha dato lavoro, dignità e identità a generazioni di calabresi.”

“Il 2025 – conclude Martilotti – sarà ricordato come un anno durissimo per la pesca calabrese. Ma se la Regione saprà intervenire con coraggio e lungimiranza, può ancora diventare l’anno della ripartenza.”

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