CORIGLIANO ROSSANO- Non si fermano gli accertamenti della Magistratura sulla gestione delle somministrazioni anti-Covid nell’ex centro vaccinale di viale De Rosis. Dopo il recente confronto tra i legali dei cittadini denuncianti e i vertici della Procura di Castrovillari, i fari degli inquirenti restano puntati sulle presunte difformità nei tracciamenti dei lotti e sulle modalità operative adottate nella struttura.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari — coordinata dal Procuratore Capo Alessandro D’Alessio — ha sul tavolo una serie di esposti e denunce che mettono in discussione la regolarità delle procedure administrative e sanitarie seguite all’interno della struttura.
Il nodo dei lotti e le difformità documentali
La vicenda ha preso le mosse dalle iniziative giudiziarie intraprese dal cittadino G. C., assistito dall’avvocato Domenico Sommario. Tra gli elementi chiave posti all’attenzione degli inquirenti vi è la segnalazione di una presunta difformità nei numeri di lotto del vaccino (di marca Moderna): la ricevuta consegnata al momento dell’inoculazione in data 31 gennaio 2022 riporterebbe infatti un codice identificativo differente rispetto a quello emerso successivamente a seguito di una richiesta di accesso agli atti.
A questo quadro si aggiungono le denunce presentate da altri utenti e dai familiari di soggetti deceduti dopo la somministrazione. Negli atti inviati in Procura vengono contestati diversi profili di criticità: dalla presunta compilazione o sottoscrizione dei consensi informati da parte di personale infermieristico anziché medico, fino al sospetto che alcune dosi possano essere state inoculate oltre la finestra temporale limite delle sei ore dall’apertura dei flaconcini, risultando di fatto scadute o prive delle garanzie di efficacia.
I fascicoli aperti, la riserva del GUP e l’istanza di riunione
L’intreccio investigativo ha portato all’iscrizione di diversi procedimenti penali. Sul fronte giudiziario si attende ora che il Giudice per l’Udienza Preliminare (GUP) sciolga la riserva in merito alla richiesta di archiviazione presentata dal Pubblico Ministero Manera per uno dei filoni dell’inchiesta, a seguito dell’opposizione formulata dai legali delle parti offese.
Nel frattempo, al fascicolo principale (il n. 194/26-44, derivato dal proc. 1985/2024), affidato al Pubblico Ministero Luca Primicerio, si sono affiancati ulteriori procedimenti incardinati per ipotesi di reato che spaziano dal falso ideologico alle lesioni personali, fino all’omissione di atti d’ufficio.
Con una recente istanza indirizzata al Procuratore Capo D’Alessio, i legali delle parti offese (gli avvocati Domenico e Veronica Sommario) hanno chiesto formalmente la riunione delle varie inchieste parallele in un unico filone. Parallelamente è stata reiterata la richiesta di procedere al sequestro dei registri di carico e scarico dei lotti presso l’ex Hub di viale De Rosis, strumento ritenuto indispensabile per verificare se la gestione della catena di conservazione e somministrazione sia avvenuta secondo le direttive ministeriali.
Il confronto in Procura e i punti ancora aperti
A seguito del colloquio tenutosi lo scorso lunedì 20 luglio tra i magistrati e la difesa dei denuncianti, gli accertamenti proseguono per analizzare tutti gli elementi conoscitivi ed il materiale documentale depositato.
Tutte le ipotesi d’accusa formulate nelle querele e negli esposti costituiscono allo stato sollecitazioni investigative rivolte alla Magistratura. Spetterà unicamente alle decisioni del GUP e agli accertamenti della Procura di Castrovillari chiarire se vi siano state effettive violazioni dei protocolli, stabilire l’eventuale sussistenza di responsabilità penali o civili e verificare se le condotte siano state frutto di iniziative dei singoli o di precise direttive organizzative.

























