Presunti vaccini scaduti: il caso non si chiude. A gennaio il Gip decide se riaprire l’inchiesta

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CORIGLIANO ROSSANO- La vicenda dei presunti vaccini Covid scaduti o irregolari torna al centro dell’attenzione giudiziaria. Il Tribunale di Castrovillari ha fissato per il 15 gennaio 2026, alle 9.30, l’udienza in camera di consiglio che dovrà esaminare l’opposizione all’archiviazione presentata da G.C., 53 anni, rossanese, assistito dall’avvocato Domenico Sommario.

L’udienza, come riportato nell’avviso firmato dal Gip Luca Fragolino, arriva dopo la dichiarazione di ammissibilità dell’opposizione: il giudice ha infatti chiarito che gli errori materiali nella prima trasmissione degli atti non possono penalizzare la persona offesa. Con questo passaggio, il fascicolo entra ufficialmente in una nuova fase di verifica.

L’intera vicenda nasce dalla denuncia con cui G.C. aveva attribuito al vaccino Moderna una serie di gravi patologie insorte nei mesi successivi alla somministrazione, contestando anche la presunta irregolarità del lotto utilizzato. Il primo filone dell’indagine si era concluso con l’archiviazione disposta dal Gip Matonti: secondo la consulenza medico-legale, non vi era nesso diretto tra il vaccino e le patologie denunciate, con un orientamento che richiamava anche i dati FDA e ipotizzava un possibile effetto dell’infezione Covid contratta successivamente.

Ma la battaglia legale non si è mai fermata. Per la difesa, il punto centrale non erano i danni clinici, ma la tracciabilità e la conformità del lotto, su cui permane il sospetto di irregolarità documentali. È proprio questo, infatti, l’oggetto dell’opposizione: non più gli effetti sulla salute, ma la presunta falsità materiale dei numeri di lotto riportati nelle certificazioni.

Un tema che la difesa definisce di interesse pubblico, perché riguarda la gestione dei vaccini durante l’emergenza sanitaria e la correttezza delle registrazioni. Ed è su questo nodo che il Gip dovrà pronunciarsi a gennaio: confermare l’archiviazione o disporre nuovi approfondimenti.

Il caso, nato nel pieno della pandemia e passato attraverso consulenze, certificati e ricostruzioni divergenti, resta aperto nelle sue parti più delicate. L’udienza del 15 gennaio potrebbe segnare un nuovo capitolo in una vicenda che, nonostante un primo stop, appare tutt’altro che conclusa.

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