Pronto Soccorso spoke, emergenza silenziosa: organici ridotti e materiali insufficienti

ospedale Guido Compagna

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Turni cambiati senza preavviso, barelle e defibrillatori insufficienti, pazienti costretti sulle sedie: cresce il malessere negli ospedali di Corigliano e Rossano

CORIGLIANO ROSSANO- Una fotografia chiara e amara della sanità d’emergenza nello spoke: nei pronto soccorso di Corigliano e Rossano il personale continua a operare con professionalità e senso del dovere, ma tra mille difficoltà che rischiano di compromettere l’efficienza del servizio e la sicurezza dei pazienti.

Appena si varcano le porte del triage, tutto sembra funzionare in modo regolare. L’accoglienza è puntuale, gli operatori attenti e scrupolosi. Tuttavia, dietro la macchina che garantisce la prima assistenza si nasconde una realtà ben più complessa, fatta di carenze croniche di personale e di mezzi, di turni scoperti e di dotazioni che spesso non bastano a coprire le necessità quotidiane.

Negli ultimi mesi, in particolare, si sono registrati spostamenti improvvisi di personale tra i reparti, talvolta senza comunicazioni ufficiali tempestive. Decisioni che, in un contesto già fragile, rendono difficile la programmazione dei turni e la gestione ordinata delle emergenze.

La situazione è resa ancor più critica dalla mancanza di materiali essenziali: dispositivi monouso per la defibrillazione, barelle e presidi di primo soccorso scarseggiano. Le richieste avanzate alla direzione per il rifornimento di tali strumenti – comprese le apparecchiature già segnalate come necessarie dalle direzioni di unità – non avrebbero ancora trovato risposta.

Nel pronto soccorso di Corigliano, gli otto posti letto previsti vengono quotidianamente superati: si arriva a gestire fino a quindici pazienti contemporaneamente, a cui si aggiungono quelli costretti a rimanere in attesa nei corridoi, spesso seduti su semplici sedie per mancanza di barelle. Stessa situazione nel presidio di Rossano, dove i locali dell’emergenza si sono di fatto trasformati in reparti di degenza temporanea.

La pressione è costante, in particolare nelle ore notturne e nei fine settimana, quando il flusso dei pazienti cresce e il personale in servizio è costretto a coprire più postazioni contemporaneamente. Il rischio è che la qualità dell’assistenza ne risenta, nonostante la dedizione e l’impegno di chi ogni giorno garantisce la prima linea sanitaria del territorio.

Quella di Corigliano-Rossano non è un’eccezione, ma un segnale allarmante che si inserisce nel più ampio quadro delle difficoltà che affliggono la sanità calabrese, in particolare nell’ambito dell’emergenza-urgenza.

Serve un piano di intervento immediato: rafforzare gli organici, rifornire i presidi e assicurare comunicazioni e organizzazione trasparenti.

Solo così si potrà restituire dignità e sicurezza a chi cura e a chi chiede di essere curato.

Non solo Corigliano e Rossano, ma tutta la popolazione della Sibaritide merita un pronto soccorso moderno, efficiente, in grado di rispondere ai bisogni di un territorio vasto e in crescita.

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