CORIGLIANO ROSSANO – Non c’è tregua, non c’è sosta. La notte rossanese torna a illuminarsi dei bagliori sinistri di un nuovo incendio, confermando che quella in atto non è una semplice sequenza di vandalismi, ma una vera e propria strategia del terrore.
L’ultimo episodio
Il copione si è ripetuto identico, spietato, questa notte. Il teatro dell’ennesimo raid incendiario è Via Milano, nel cuore dello Scalo di Rossano. A finire carbonizzata è stata l’autovettura di un cittadino di nazionalità pakistana. Le fiamme hanno avvolto il mezzo nel buio, richiedendo l’intervento dei Vigili del Fuoco per scongiurare danni peggiori alle abitazioni circostanti e alle altre auto in sosta.
La sfida territoriale
C’è un dettaglio inquietante che rende questo episodio ancora più allarmante: la “geografia” del crimine. L’auto bruciata questa notte si trovava a pochissima distanza, praticamente sulla stessa via, dal punto in cui solo l’altra notte era stata data alle fiamme un’altra vettura, sempre di proprietà di un cittadino pakistano. Colpire due volte nello stesso punto, a distanza di poche ore, suona come una sfida aperta o una punizione ribadita. È come se i piromani volessero marcare il territorio, inviando un messaggio inequivocabile a chi abita o lavora in quella specifica zona.
La pista del racket interno
Con questo episodio, il numero dei veicoli distrutti sale a 5 . La matrice appare ormai chiara agli osservatori: non siamo di fronte a episodi di intolleranza razziale esterna, ma verosimilmente a una guerra intestina alla comunità pakistana. L’ombra del racket si allunga sempre di più. Le ipotesi investigative stringono il cerchio attorno alla gestione della manodopera agricola e, soprattutto, al business dei trasporti dei braccianti. Bruciare l’auto di un lavoratore significa togliergli l’indipendenza, costringerlo a servirsi dei “taxi” abusivi gestiti dai caporali, o punirlo per non aver pagato la “protezione”.
Quella in atto a Corigliano-Rossano è un’escalation criminale che si consuma nel silenzio delle vittime, terrorizzate da ritorsioni, ma che fa rumore, molto rumore, nelle strade della città ormai ostaggio di questi regolamenti di conti notturni.


























