Rapina col martello in via Provinciale: indagini chiuse in tempi record, ventiseienne a giudizio

tribunale di Castrovillari

CORIGLIANO ROSSANO- Giunge a una rapida svolta giudiziaria l’inchiesta sulla rapina che, lo scorso 12 gennaio 2026, aveva scosso la tranquillità dello scalo coriglianese. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari ha infatti notificato l’avviso di conclusione delle indagini a carico di Francesco La Macchia, 26 anni, ritenuto l’autore dell’assalto ai danni di una nota tabaccheria di via Provinciale.

La ricostruzione dell’assalto

Secondo l’impianto accusatorio sostenuto dal Pubblico Ministero, Simona Manera, il giovane avrebbe agito con una modalità fulminea e intimidatoria. Entrato nell’esercizio commerciale con il volto travisato da un giubbino, il ventiseienne avrebbe stretto sotto il braccio un martello, puntando dritto al bancone.

In quel momento, il titolare era intento a sistemare i pacchetti di sigarette, ignaro di quanto stesse per accadere. Sotto la minaccia dell’arma impropria e al grido di «i soldi, i soldi», il rapinatore si è impossessato dell’incasso presente in cassa per poi dileguarsi a piedi tra le vie limitrofe, facendo inizialmente perdere le proprie tracce.

Tempi record per la Procura

L’inchiesta si è distinta per la celerità operativa. In meno di tre mesi, l’ufficio inquirente guidato dal PM Manera ha raccolto le prove necessarie, cristallizzando gli elementi a carico dell’indagato e avanzando contestualmente la richiesta di rinvio a giudizio.

Il quadro probatorio, frutto delle indagini condotte con solerzia dalle forze dell’ordine, è stato depositato presso la cancelleria del Giudice per l’udienza preliminare.

L’appuntamento in tribunale

Il futuro processuale del giovane coriglianese si deciderà a breve. La data fissata per l’udienza preliminare è il prossimo 9 giugno 2026. In quella sede:

  • Il GUP Orvieto Matonti dovrà valutare la consistenza del materiale probatorio.
  • Si deciderà se disporre il rinvio a giudizio o procedere con eventuali riti alternativi.
  • L’imputato sarà assistito dal suo difensore di fiducia, l’avvocato Giuseppe Vena.

L’attenzione resta ora alta sulla decisione del GUP, in un caso che ha colpito l’opinione pubblica per la particolare efferatezza della minaccia e per la velocità con cui la giustizia ha completato il primo iter procedurale.

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