Rifiuti e plastica, caos nel Cosentino: nove sindaci chiedono l’intervento del Prefetto

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COSENZA- Il blocco improvviso nel conferimento degli imballaggi in plastica e del multimateriale fa scattare l’allarme rosso in provincia di Cosenza. Una paralisi operativa nella filiera gestita dal consorzio Corepla sta mettendo a dura prova la tenuta dei servizi d’igiene urbana, trasformandosi rapidamente da disservizio tecnico a potenziale emergenza sanitaria, ecologica ed economica per migliaia di cittadini.

Di fronte al peggioramento delle condizioni sul territorio, una cordata di nove primi cittadini ha deciso di fare fronte comune inviando un accorato sollecito alla Prefetta di Cosenza, Rosa Maria Padovano. L’iniziativa – partita formalmente dal municipio di Corigliano-Rossano e sottoscritta dai vertici amministrativi di Acri, Mendicino, Crosia, Belvedere Marittimo, Trebisacce, Praia a Mare, Pietrapaola e Mandatoriccio – è stata inoltrata anche alla Regione Calabria, all’autorità d’ambito ARRICAL, al consorzio COREPLA e alle sigle sindacali e di categoria.

Strade a rischio e sforzi vanificati

L’impossibilità di smaltire regolarmente la plastica sta provocando un visibile accumulo di scarti all’esterno delle abitazioni, dei locali commerciali e nei punti di stoccaggio. Oltre al degrado urbano e ai conseguenti rischi igienico-sanitari, a preoccupare i primi cittadini è il paradosso strutturale che si sta delineando.

Se il multimateriale accuratamente separato non viene ritirato per essere avviato al riciclo, l’unica alternativa rischia di essere il suo instradamento tra i rifiuti indifferenziati. Ciò tradirebbe l’impegno quotidiano delle famiglie e comporterebbe un doppio danno per le casse comunali: da un lato l’inutile dispendio di risorse per la differenziata, dall’altro l’aumento dei costi di smaltimento in discarica o negli impianti di trattamento del secco.

Il nodo della fiducia e la richiesta di un tavolo urgente

La fascia tricolore dei comuni coinvolti sottolinea come questo corto circuito metta a repentaglio la credibilità stessa delle politiche ambientali locali. Chiedere ai contribuenti sforzi continui per la separazione dei materiali, per poi trovarsi nell’incapacità di garantire il ritiro, rischia di compromettere il patto civico costruito in anni di sensibilizzazione.

Per evitare un tracollo del sistema, i sindaci sollecitano la convocazione straordinaria di un tavolo istituzionale in Prefettura. L’obiettivo è duplice: definire un piano d’azione d’urgenza per sbloccare la raccolta nell’immediato e concertare misure strutturali a medio-lungo termine con tutti gli attori della filiera, affinché le criticità a monte non ricadano più sui bilanci dei Comuni e sulle tasche dei residenti.

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