Riordino della toponomastica a Corigliano-Rossano: Piazza del Popolo sarà intitolata a Gabriele Meligeni, il “Sindaco del Popolo”

CORIGLIANO ROSSANO- Dopo l’annuncio del maxi piano di riordino dello stradario comunale — volto a eliminare oltre cento duplicati di vie per sanare le incongruenze storiche post-fusione con il minimo disagio per i residenti — entrano nel vivo le prime proposte formali della Commissione toponomastica. Tra le tracce documentali contenute nel piano istituzionale emerso in questi giorni (Allegato E), spicca un provvedimento dal profondo valore storico, identitario e affettivo per la comunità: la proposta di intitolazione dell’attuale Piazza del Popolo alla memoria di Gabriele Meligeni.

La scelta del luogo non è affatto casuale. Lo spiazzo, storicamente noto come Acquanova, è stato il cuore pulsante del fermento politico e delle grandi mobilitazioni sociali negli anni in cui Meligeni operava in prima linea. Legare indissolubilmente questa piazza al suo nome significa restituire centralità urbana a quello che l’intera cittadinanza ricorda, ancora oggi, come il vero e indiscusso “Sindaco del Popolo”.

Chi era Gabriele Meligeni: un intellettuale al servizio degli ultimi

Nato a Corigliano nel 1943 da una famiglia umile e laboriosa, Gabriele Meligeni ha incarnato la figura dell’intellettuale organico, poliedrico e prestato alla causa del riscatto sociale. Laureatosi in Architettura alla “Federico II” di Napoli, scelse di mettere la sua fine sensibilità intellettuale e artistica — fu anche stimato poeta, scrittore e pittore — al servizio della crescita civile ed economica della sua terra.

Storico e carismatico dirigente del Partito Comunista Italiano locale, Meligeni conquistò un larghissimo seguito popolare proprio grazie alla sua innata capacità di dare voce e dignità ai ceti subalterni, ai braccianti e alle classi più deboli della società ionica. È stato sindaco di Corigliano Calabro in due distinte e complesse stagioni politiche: la prima tra il 1973 e il 1974, la seconda dal 1980 al 1983.

La sua traiettoria amministrativa e politica venne purtroppo interrotta bruscamente a metà degli anni Ottanta a causa di una grave e dolorosa malattia che lo costrinse al totale ritiro dalla vita pubblica, fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2006. Chi lo ha conosciuto, anche dai banchi della storica contrapposizione ideologica con la Democrazia Cristiana, ne ha sempre celebrato l’onestà intellettuale, la generosità disinteressata e il totale rifiuto dei cliché della politica dell’apparenza.

Una riparazione storica contro l’oblio

Per anni, nel dibattito pubblico locale, amici, estimatori e compagni di lotta hanno lamentato una sorta di ingratitudine della memoria collettiva, sollecitando a più riprese i vari esecutivi succedutisi nel tempo a dedicargli un segno tangibile nel tessuto urbano.

L’impulso per l’avvio immediato dell’istruttoria da parte del Comune di Corigliano-Rossano va a colmare questo vuoto, rispondendo a un atto di gratitudine dovuta verso un amministratore che ha saputo guidare la città con visione e rigore morale.

Le altre proposte nell’orbita della Commissione

Se l’intitolazione a Meligeni viaggia spedita verso l’ufficialità, il documento programmatico della toponomastica mette in luce altre importanti tessere di memoria pronte a essere vagliate ed espresse in Commissione. Tra queste, la proposta di intitolare l’attuale Piazza 55 a Piazza della Riforma Agraria, per celebrare lo sviluppo sociale generato dall’assegnazione delle terre ai contadini da parte dell’Opera Sila proprio nel cuore della contrada di Fabrizio.

Il resto dei faldoni al vaglio include omaggi a figure monumentali del panorama civile, politico, culturale e della lotta alle mafie, come il vicepresidente del Consiglio Regionale Francesco Fortugno, il giovane giornalista Giancarlo Siani, Peppino Impastato, il partigiano Michele Cariati, l’intellettuale Giovanni Sapia, oltre a figure storiche locali come l’archivista Pier Emilio Acri e i consiglieri comunali Antonio Cassano e Raffaele Vulcano.

Con l’avvio di questa istruttoria, Corigliano-Rossano non si limita a ridisegnare la propria mappa postale e burocratica, ma ridisegna e mette in sicurezza la propria memoria storica, partendo proprio dalle piazze che hanno fatto la storia delle sue conquiste sociali.

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