CORIGLIANO-ROSSANO – Quella tra Rossanese e Paolana non è mai stata una partita come le altre, ma quest’anno il clima di tensione ha travalicato il rettangolo di gioco, trasformando il match di Eccellenza in un “caso” di ordine pubblico. Con un provvedimento d’urgenza, il Questore di Cosenza, Giuseppe Cannizzaro, ha disposto il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nel comune di Paola, blindando di fatto il settore ospiti dello stadio cittadino.
La decisione non arriva come un fulmine a ciel sereno, ma è il risultato di un’attenta analisi dei rischi condotta dalle autorità di pubblica sicurezza. A pesare come un macigno sono i precedenti della scorsa stagione quando, presso lo stadio “Eugenio Tarsitano” di Paola, il confronto sportivo fu oscurato da una vera e propria guerriglia urbana. In quell’occasione, la follia ultras portò a scontri diretti, danneggiamenti e al grave incendio di un furgone appartenente ai sostenitori bizantini, segnando uno dei punti più bassi della storia recente del calcio dilettantistico regionale.
Su quegli episodi la magistratura non ha mai allentato la presa. La Procura di Paola, sotto la direzione del Procuratore Domenico Fiordalisi, ha coordinato una complessa attività d’indagine condotta dagli uomini del Commissariato di Paola. Grazie alla minuziosa analisi dei filmati e delle testimonianze, gli investigatori guidati dal Commissario Capo Franco Cassano sono riusciti a isolare le responsabilità di tredici persone, attualmente indagate a vario titolo per i disordini. Un dato inquietante emerso dalle indagini riguarda la natura “trasversale” della violenza: tra i soggetti coinvolti figurano infatti anche supporter provenienti da altri centri, come Lamezia Terme, a dimostrazione di una rete di frange estreme che va oltre il campanilismo locale.
Mentre la giustizia sportiva e quella ordinaria fanno il loro corso, con i Daspo ormai alle porte per i protagonisti dei tumulti, il divieto di trasferta odierno si configura come una misura di prevenzione necessaria. L’obiettivo è duplice: evitare nuovi contatti tra tifoserie rivali e garantire l’incolumità dei cittadini e degli atleti.
Per Corigliano-Rossano e per la tifoseria rossoblù, la gara di domenica diventa dunque un banco di prova non solo tecnico, ma soprattutto civico. In un momento in cui le istituzioni stringono le maglie del controllo, alla piazza bizantina è chiesto un segnale di maturità, per dimostrare che l’identità e la passione per la propria maglia possono – e devono – restare distanti anni luce dalle derive violente che hanno tristemente caratterizzato l’ultimo anno.




















