CALABRIA– Dopo oltre un decennio e mezzo di gestione straordinaria, la sanità calabrese esce ufficialmente dal commissariamento. Il Consiglio dei Ministri, nella seduta di aprile 2026, ha deliberato la revoca del regime avviato nel 2009, segnando una svolta storica per il sistema sanitario regionale.
La decisione rappresenta un passaggio politico e amministrativo di grande rilievo, che nelle intenzioni dell’esecutivo punta a restituire alla Regione Calabria la piena titolarità nella gestione della sanità. Un ritorno alla normalità istituzionale che arriva al termine di un lungo percorso caratterizzato da criticità finanziarie, difficoltà organizzative e livelli essenziali di assistenza (LEA) spesso al centro del dibattito pubblico.
Già nei mesi scorsi il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, aveva confermato l’impegno del Governo a chiudere la stagione del commissariamento, ritenuta ormai in via di superamento. Una prospettiva che oggi si concretizza con l’atto formale del Cdm.
Determinante, in questa fase finale, è stato il ruolo del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che dal 4 novembre 2021 ha ricoperto anche l’incarico di Commissario ad acta. Durante il suo mandato, l’azione si è concentrata sul contenimento del disavanzo sanitario e sul miglioramento delle prestazioni offerte ai cittadini, con particolare attenzione proprio ai LEA.
La fine del commissariamento apre ora una nuova fase, tutta da costruire. Se da un lato si tratta di un risultato atteso da anni, dall’altro emergono interrogativi sulle reali capacità della macchina regionale di gestire in autonomia un comparto complesso e strategico come quello sanitario.
Molto dipenderà dalla continuità delle riforme avviate, dalla tenuta dei conti e dalla capacità di garantire servizi efficienti su tutto il territorio. La sfida, infatti, non si esaurisce con la revoca del commissariamento: per i cittadini calabresi il vero banco di prova sarà rappresentato dalla qualità dell’assistenza sanitaria nei prossimi mesi.
Si chiude così una lunga parentesi iniziata nel 2009, ma si apre un capitolo ancora più delicato: quello della piena responsabilità. E, soprattutto, dei risultati concreti.























