Sanità e servizi, l’affondo di Stasi: «Regione centralista a danno dei territori, l’autonomia di Occhiuto è a giorni alterni»

Flavio Stasi

CORIGLIANO ROSSANO – Un attacco frontale, che non risparmia toni duri e accuse circostanziate, quello lanciato dal sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, contro la politica di gestione della Giunta Regionale guidata da Roberto Occhiuto. Al centro della contestazione c’è il modello di “accentramento” dei servizi – dalla sanità all’acqua, fino ai rifiuti – che secondo il primo cittadino starebbe spogliando i territori della loro autonomia gestionale, producendo costi più alti e servizi peggiori.

Il fallimento dei «carrozzoni terrificanti»

Il sindaco parte da un’analisi storica del sistema sanitario, ricordando come le riforme passate non abbiano mantenuto le promesse. «Ve la ricordate la storia di una sola Azienda Provinciale che avrebbe salvato la nostra sanità, migliorando efficienza e servizi per tutti? Oggi sembra una barzelletta», esordisce Stasi, definendo quel modello come «un carrozzone terrificante che ha collezionato più commissari che medici».

Secondo il primo cittadino, la centralizzazione è un paradosso tutto calabrese: «Alcune delle Regioni più efficienti d’Italia, alle quali paghiamo decine di milioni di euro all’anno per la migrazione sanitaria, hanno mantenuto l’organizzazione delle Aziende Locali con risultati eccellenti». Il sospetto di Stasi è che l’accentramento serva solo a eludere il monitoraggio democratico: «È proprio per sfuggire al controllo sociale che sono stati architettati gli accentramenti, mascherandoli con una presunta ottimizzazione che però non ha alcun riscontro».

Il caso Arrical: tariffe raddoppiate e zero impianti

Il parallelo più amaro Stasi lo traccia con Arrical, l’autorità regionale per rifiuti e risorse idriche. I numeri citati dal sindaco sono impietosi: «Con gli ATO si pagava circa 160 € a tonnellata, con ARRICAL circa 350 €. A pagare sono i cittadini, che però pensano che sia colpa dei sindaci».

Stasi denuncia inoltre un immobilismo infrastrutturale cronico, nonostante le accuse piovute sui primi cittadini in passato: «Ci hanno rimproverato dicendo che i sindaci non sono stati in grado di realizzare gli impianti. È vero, ma quanti impianti sono stati realizzati dalla nascita di ARRICAL? Nessuno». Anche sul fronte idrico la situazione non cambia, con aumenti tariffari a fronte di un servizio carente: «ARRICAL ha aumentato anche le tariffe dell’acqua; la stessa acqua che Sorical, cioè la Regione Calabria, non fornisce».

La sanità e il nuovo «porto delle nebbie»

L’attenzione si sposta poi sulla recente nomina ad interim di Vitaliano De Salazar alla guida contemporanea di ASP di Cosenza e Azienda Ospedaliera dell’Annunziata. Per Stasi è un segnale politico inequivocabile: «Si tratta della continuazione del processo di spoliazione della sanità pubblica da mascherare con la creazione di torri di babele sempre più centralizzate: l’ultimo passaggio intermedio prima della creazione di un nuovo porto delle nebbie, una azienda unica regionale».

Questa visione, secondo il sindaco, non risponde a criteri di integrazione ma a «interessi sempre più famelici che ruotano intorno alla nostra sanità e che hanno bisogno di strumenti più potenti, distanti dal territorio e refrattari al controllo sociale».

L’autonomia a giorni alterni

In conclusione, Stasi lancia una dura critica politica alla coerenza della Giunta Regionale: «Siamo davanti a una Giunta dell’autonomia a giorni alterni: autonomista a livello nazionale quando c’è da avallare il progetto del centrodestra di fermare la ricchezza al nord; centralista integralista in Regione, dove continua a sottrare autonomia gestionale ai territori».

Dati alla mano, per il sindaco di Corigliano-Rossano la sfida è tra due visioni di Calabria: «Da un lato l’interesse politico di chi accentra il potere con risultati peggiori della peggiore amministrazione periferica esistente, dall’altro quello delle comunità che chiedono servizi vicini e funzionanti».

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