Sanità, il “silenzio assordante” di Stasi sul Compagna: strategia o debolezza?

Corigliano Rossano sindaco Flavio Stasi
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CORIGLIANO ROSSANO- Cosa si cela dietro il mancato intervento del sindaco Flavio Stasi sulla progressiva spoliazione dell’ospedale “Guido Compagna”? Interpretare l’assenza di una presa di posizione netta a tutela dello storico presidio coriglianese richiede un’analisi che vada oltre la cronaca, toccando i delicati equilibri politici e strategici della terza città della Calabria. A sollevare il velo è l’Osservatorio per la Città, impegnato in una raccolta firme per chiedere la convocazione di un consiglio comunale straordinario sulla sanità.

Il Paradosso della Fusione

La prima chiave di lettura risiede nella natura stessa della nuova entità urbana. Stasi vive un paradosso istituzionale: come primo cittadino di una città nata dalla fusione, ogni parola a difesa di un presidio specifico rischia di essere strumentalizzata come “campanilismo di ritorno”. Il sospetto dell’Osservatorio è che il Sindaco abbia scelto il silenzio per accreditarsi come “sindaco di tutti”, evitando di alimentare la storica conflittualità tra le aree urbane. Tuttavia, questa cautela finisce per essere percepita come un abbandono del polo coriglianese a favore del “Giannettasio” di Rossano.

Uno Spoke Sbilanciato

In uno Spoke strutturato su due sedi, l’efficienza dipende dalla divisione dei compiti. Il piano originario prevedeva il “Compagna” come polo dell’area medica e il “Giannettasio” come polo chirurgico. Eppure, la realtà dei fatti narra una storia diversa: se Cardiologia, Dialisi e Pneumologia restano a Rossano mentre a Corigliano mancano le specialità mediche di supporto, il sistema si inceppa. Questa sproporzione viene definita dall’Osservatorio come una vera e propria spoliazione che priva il plesso di Corigliano della sua funzione identitaria nella rete cittadina.

I Rapporti con la Regione e l’Azzardo di Insiti

Il silenzio di Stasi potrebbe anche derivare da una posizione di debolezza negoziale nei confronti del Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e dell’Asp di Cosenza. Protestare platealmente significherebbe ammettere la perdita di controllo sul cronoprogramma aziendale, svelando che l’autorità del Sindaco viene ignorata dai vertici sanitari.

Sullo sfondo pesa poi la “grande opera”: il Nuovo Ospedale della Sibaritide. Esiste una tendenza politica a considerare i vecchi nosocomi come semplici strutture di transizione. Stasi potrebbe aver accettato il depotenziamento del “Compagna” scommettendo tutto sulla consegna di Insiti. Ma è una scelta rischiosa: perdere oggi competenze in Cardiologia o Pneumologia significa arrivare al nuovo ospedale privi del personale minimo necessario per farlo funzionare.

Un Cortocircuito Democratico

In politica, il silenzio su un’ingiustizia viene spesso interpretato come complicità o impotenza. Il fatto che i cittadini debbano ricorrere a una petizione popolare — con oltre 300 firme già raccolte — per ottenere un Consiglio comunale aperto è il segno di un cortocircuito. Se il Sindaco, noto per la sua storia di leader pronto allo scontro frontale, decide di restare defilato proprio ora, gli interrogativi si fanno profondi.

A rendere il quadro ancor più intricato è il comportamento della maggioranza: i consiglieri partecipano agli incontri dell’Osservatorio, ma la coalizione non trasforma il dialogo in iniziativa concreta. Questa frattura tra la base e il “palazzo” spinge i cittadini a occupare, con la democrazia dal basso, uno spazio politico lasciato pericolosamente vuoto. L’ospedale è uno, ma i servizi devono essere equamente distribuiti: l’Osservatorio non chiede favoritismi, ma il rispetto degli impegni presi.

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