CORIGLIANO ROSSANO- – La sanità calabrese non come strumento per erogare servizi essenziali ai cittadini, ma come terreno di scontro politico e, soprattutto, come gestione opaca del potere. È una denuncia durissima quella lanciata dal sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che accende i riflettori sulla gestione delle aziende sanitarie e sulle scelte della giunta regionale guidata dal governatore e commissario Roberto Occhiuto. Una battaglia che dalle aule municipali è appena sbarcata in quelle del Tribunale, con il deposito di un esposto alla Procura della Repubblica e una segnalazione all’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione).
Il muro di gomma e le vie legali
Al centro della contestazione del primo cittadino c’è il totale “muro di gomma” eretto dai vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale rispetto alle richieste di chiarimenti su ridimensionamenti, investimenti e spostamenti di reparti.
«A febbraio abbiamo formalizzato un accesso agli atti per capire su quali basi si stessero compiendo alcune scelte strategiche – spiega Stasi –. Senza una programmazione chiara, gli investimenti pubblici rischiano di trasformarsi in danno erariale. Non avendo ricevuto risposta, ad aprile è partita la diffida e, la settimana scorsa, siamo stati costretti a presentare un esposto in Procura per omissione di atti d’ufficio».
Un atto forte, che ha sortito l’effetto di sbloccare parzialmente il silenzio dell’Asp, anche se la risposta arrivata viene definita dal sindaco «una non-risposta provocatoria», in cui si liquidano le istanze del Comune come “troppo generiche”. «È significativo – attacca Stasi – che un ente pubblico debba attendere la magistratura per interloquire con i sindaci del territorio».
Il caso: «Sibaritide l’ospedale più costoso d’Italia»
L’analisi del sindaco entra poi nel dettaglio dei costi e delle grandi opere, ponendo l’accento sul nuovo ospedale della Sibaritide, definito senza mezzi termini «l’ospedale più costoso d’Italia».
La gestione dei costi: «Guardando le carte e le varianti – analizza il primo cittadino – emerge che dovremo riconoscere al concessionario privato circa 10 milioni di euro all’anno di soldi pubblici per la gestione. Sarebbe stato corretto farlo realizzare ai privati per poi gestirlo direttamente tramite l’azienda sanitaria».
L’ombra sui ritardi: Stasi solleva inoltre forti dubbi sull’effettiva e imminente apertura della struttura, legando lo spostamento compulsivo di reparti nei vecchi presidi a un tentativo di coprire i ritardi cronici del nuovo hub: «Questo ospedale non aprirà a breve perché mancano ancora la disponibilità idrica e il potenziamento del depuratore. Si sta cercando di rimediare con dei palliativi».
«Meno passerelle elettorali, più servizi»
La critica del sindaco si sposta infine sul piano squisitamente politico e strategico, contestando la visione accentratrice della Regione che «allontana la sanità dai territori e dagli Spoke per gestirla come un centro di potere».
Nonostante lo scontro frontale e il ricorso alle vie legali, da Corigliano-Rossano non si chiudono le porte al dialogo, purché si cambi radicalmente rotta. «Noi restiamo disponibili alla massima interlocuzione istituzionale e al confronto sulle proposte – conclude Flavio Stasi –. Avvicinare la sanità alla gente forse non pagherà in termini di campagna elettorale, un’ossessione che sembra colpire molti in questo periodo, ma serve a migliorare, un passo alla volta, la qualità della vita della nostra gente».

























