CORIGLIANO-ROSSANO –I gruppi di maggioranza (M5S, Pd, AVS) dettano la linea: «Inutile scontrarsi su Ginecologia se mancano tempi certi su Insiti. Si attivino anche Oncologia e Nefrologia al Compagna».
Lo scontro sul trasferimento di Ginecologia infiamma il dibattito, ma per l’Amministrazione Comunale di Corigliano-Rossano il rischio è di cadere in una trappola campanilistica che nasconde il vero problema. Attraverso una nota congiunta, i gruppi di maggioranza Sciarrotta (M5S), Candreva (Pd) e Leonetti (AVS) hanno espresso la posizione del governo cittadino, definendo la questione dei reparti come un falso nodo: «La discussione rischia di essere strumentalizzata, distogliendo l’attenzione dal vero nodo politico e amministrativo».
Per l’Esecutivo, il focus non deve essere solo su Ginecologia: «Siamo chiari: la questione non sono i singoli reparti. Se davvero volessimo impostare il dibattito sul piano del campanilismo, allora bisognerebbe pretendere nell’immediato anche lo spostamento di Oncologia e Nefrologia» a Corigliano, come previsto dai decreti e mai attuato. Il Comune denuncia come l’Ospedale Unico sia diventato «un alibi politico per giustificare chiusure e depotenziamenti» di presìdi che «hanno entrambi subito scelte calate dall’alto, presentate come temporanee e diventate definitive».
Dura la critica sui 1,6 milioni di euro spesi per il nuovo reparto a Rossano, definiti risorse «inutilmente impegnate proprio perché mancava una decisione chiara sul destino finale delle due strutture». Ora l’Amministrazione chiede al Commissario ASP di passare ai fatti: «Costituire una struttura dedicata esclusivamente all’apertura del nuovo ospedale, per gestire trasferimenti, cronoprogramma e personale». La conclusione è un appello alla serietà: «La sanità pubblica non può essere governata con annunci o silenzi. Serve trasparenza e una programmazione credibile».




















