CATANZARO- Far luce sul reale stato di operatività, sulle autorizzazioni e sulle procedure di accreditamento delle nuove Case di Comunità inaugurate sul territorio regionale. È questo l’obiettivo della formale istanza di accesso agli atti depositata dall’avvocato Rosellina Madeo, Vicepresidente della Commissione Sanità, a seguito delle diverse segnalazioni giunte da parte dei cittadini. Secondo quanto appreso, infatti, diverse strutture distribuite in Calabria risulterebbero di fatto ancora inattive pur avendo già registrato la cerimonia inaugurale con il classico taglio del nastro.
Il tema si inserisce in un quadro sanitario regionale particolarmente delicato, caratterizzato da un’orografia complessa, da un’ampia presenza di aree interne difficilmente accessibili e da numerosi piccoli centri distanti dai presidi ospedalieri principali. In questo contesto, l’effettiva operatività dei servizi territoriali di prossimità rappresenta un tassello imprescindibile per assicurare la tutela del diritto alla salute e alleggerire la pressione sui pronto soccorso.
Trattandosi di presidi destinati all’erogazione di prestazioni sanitarie pubbliche, il completamento dei collaudi e il rigoroso rispetto delle normative sulla sicurezza rappresentano requisiti tecnici ed essenziali, prescritti sia dalle direttive del Ministero della Salute sia dalla legislazione regionale di settore. Nello specifico, l’istanza inoltrata mira a verificare se per le strutture aperte risulti formalizzata l’autorizzazione al funzionamento ai sensi della Legge Regionale n. 24 del 2008, richiedendo contestualmente la visione dei verbali delle commissioni di verifica, delle schede di valutazione sui requisiti minimi e degli atti istruttori redatti dagli uffici dell’Azienda Sanitaria Provinciale e della Regione Calabria. Un passaggio amministrativo volto a verificare se ai momenti formali d’inaugurazione corrisponda una reale ed immediata fruibilità dei servizi sanitarie per l’utenza


























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