Sanità, Polis lancia l’allarme sul “Compagna”: tagli a Medicina e Neurologia

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CORIGLIANO ROSSANO- Un lento ed inesorabile svuotamento che rischia di trasformarsi in una dismissione definitiva. È il quadro drammatico tracciato dall’Osservatorio Politico Sociale “Polis”, che riaccende i riflettori sulle precarie condizioni dell’ospedale “Guido Compagna” di Corigliano.

Al centro delle preoccupazioni del comitato c’è l’ipotesi – al momento ufficiosa, ma avvolta da un pesante silenzio istituzionale – della chiusura del reparto di Medicina Generale della struttura coriglianese. Un sospetto alimentato da precisi segnali operativi: la consistente sottrazione di personale infermieristico dal reparto, con ben sette unità già trasferite e altre due per le quali sarebbe pronto il provvedimento di spostamento nei prossimi giorni.

La manovra di Ferragosto e i precedenti a Pasqua

Un depotenziamento che, secondo l’Osservatorio Polis, risponderebbe a un disegno preciso e già visto. Tra la cittadinanza si ipotizza che gli infermieri sottratti a Corigliano possano essere destinati a potenziare l’ospedale di Cariati, struttura collocata tuttavia in una posizione geograficamente periferica rispetto al bacino d’utenza servito dal “Compagna”.

A destare forte forte allarme è anche la tempistica. «Quale periodo migliore per uno spostamento indolore se non il mese di agosto, magari a Ferragosto?», evidenzia la nota del comitato. Un copione già scritto: lo scorso mese di aprile, proprio in coincidenza con le festività pasquali, gli ospedali cittadini avevano visto l’attuazione dei trasferimenti dei reparti di Ostetricia, Ginecologia e Pediatria dal “Compagna” di Corigliano al “Giannettasio” di Rossano.

Quella riorganizzazione rientrava nell’attuazione del Decreto Scura, che prevede la ripartizione dello Spoke cittadino separando l’area chirurgica (concentrata a Rossano) da quella medica (destinata a Corigliano). In quell’occasione, una nota dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza aveva rassicurato la cittadinanza sul completamento del piano entro la fine di aprile. Ad oggi, tuttavia, a Corigliano è arrivato soltanto l’ambulatorio di Oncologia, mentre i reparti dell’area medica sono rimasti al Giannettasio.

A rendere il quadro ancora più drammatico si aggiunge un’ulteriore indiscrezione che da qualche ora circola insistente tra i corridoi del nosocomio: a partire dal primo agosto, il reparto di Neurologia potrebbe subire un drastico taglio di sei posti letto, un ridimensionamento che nei fatti suona come una vera e propria condanna a morte per la struttura. Una scelta che, se confermata, andrebbe ad aggravare una situazione già compromessa, assestando un colpo fatale a un servizio essenziale per la tutela della salute dei cittadini dell’intera area urbana.

Struttura “monca” e silenzio delle istituzioni

La realtà quotidiana del nosocomio coriglianese descrive una struttura sempre più penalizzata: il laboratorio di analisi è stato ridotto a un semplice punto prelievi — con le provette che viaggiano verso Rossano per essere processate prima che i referti facciano ritorno a Corigliano —, mentre il servizio di radiologia garantisce la copertura soltanto nelle ore mattutine.

In questo contesto di progressiva paralisi, la rabbia dei residenti cresce di pari passo con l’assenza di risposte. Né dall’ASP di Cosenza né dall’Amministrazione comunale sono giunte smentite o chiarimenti ufficiali, lasciando la comunità nell’incertezza.

Durissimo l’attacco politico sferrato dall’Osservatorio Polis contro i vertici comunali, accusati di disinteresse verso la tutela del presidio coriglianese: «Nel comitato c’è agitazione e malumore, ma scontiamo una debolezza di fondo: non abbiamo un soggetto istituzionale a cui fare riferimento. Nelle città limitrofe, dove si ottengono risultati, troviamo a capo delle iniziative i rispettivi sindaci. Noi abbiamo un’amministrazione nella quale l’area di Corigliano partecipa con quote scarsamente rappresentative per peso politico e che ci ignora ostinatamente».

Una frattura, quella tra il comitato cittadino e la guida politica di Palazzo Bianchi, destinata a lasciare il segno: «Forti delle adesioni che conquistiamo giorno per giorno – conclude la nota di Polis – chiederemo conto di tutto ciò al momento di esprimere nuovamente il nostro consenso. E per allora il malumore sarà di qualcun altro».

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