CATANZARO- «Sulle cure oncologiche nello Spoke cittadino nessun passo indietro, nessun ritardo nei cicli di terapia e zero viaggi della speranza imposti ai malati». È la sintesi della piccata replica firmata dal Dipartimento regionale alla Salute, che getta acqua sul fuoco e bolla come ingiustificati gli allarmi sollevati nei mesi scorsi sulla tenuta del reparto di Oncologia della città unica.
La contromossa di Catanzaro arriva dopo l’affondo firmato a giugno dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Elisa Scutellà. La consigliera pentastellata aveva depositato un’interrogazione dai toni durissimi, accendendo i riflettori sui rischi legati alla carenza di infermieri specializzati nell’inserimento di PICC e Port – i presidi vascolari indispensabili per somministrare la chemioterapia. Un vuoto organico che, secondo l’esponente d’opposizione, avrebbe rischiato di bloccare i trattamenti e far scappare i malati verso altri presidi fuori territorio, inserendosi peraltro in un quadro già logorato dalle storiche sofferenze della Pediatria e dalla carenza di anestesisti.
Ma carte e dati alla mano, il Dipartimento regionale restituisce una fotografia di tutt’altro segno. Basandosi sui dettagliati report inviati dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza e dalla direzione sanitaria dello Spoke – presidio che in primavera ha visto il trasferimento del reparto oncologico dal “Giannettasio” di Rossano ai locali del “Guido Compagna” di Corigliano –, i vertici della sanità calabrese assicurano che la macchina assistenziale non ha mai smesso di girare.
Per l’impianto dei cateteri venosi, chiariscono i tecnici della Regione, la continuità è garantita dal lavoro d’équipe tra il personale di Oncologia e le competenze specialistiche dei medici e degli infermieri di Anestesia e Rianimazione. Un meccanismo collaudato che, sostengono da Catanzaro, ha scongiurato qualsiasi blocco terapeutico o disagio alle famiglie.
Se sul piano operativo la risposta regionale punta a rassicurare l’opinione pubblica, sul versante del personale la stessa Cittadella è costretta a concedere qualcosa: la necessità di un rinvigorimento delle piante organiche resta un nodo incontestabile e comune a molte altre realtà sanitarie della Calabria. Un’ammissione aperta, anche se dalla Regione per ora non si sbilanciano date o cifre sulle prossime assunzioni.
Tra la battaglia politica condotta dall’opposizione e la versione rassicurante fornita dagli uffici regionali, per i cittadini e i pazienti del territorio resta fondamentale una sola certezza: far sì che le rassicurazioni scritte sulla carta trovino quotidiana e scrupolosa conferma tra le corsie dell’ospedale.

























