Sanità, Stasi alza il muro: «Basta prese in giro burocratiche, pronti alla mobilitazione territoriale»

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CORIGLIANO ROSSANO – «Il tempo del burocratese è finito nel 2019». Con queste parole il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, lancia un ultimatum ai vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale e alla Regione Calabria. Al centro della durissima presa di posizione del primo cittadino c’è il rischio concreto di uno smantellamento progressivo dello Spoke cittadino, a partire dal reparto di Anatomia Patologica, e una gestione della sanità pubblica che Stasi definisce “disdicevole”.

La denuncia: «Sanità pubblica demolita dal Commissario Occhiuto»

Il Sindaco non usa giri di parole e punta il dito direttamente contro il Presidente della Giunta Regionale. Secondo Stasi, la conferma del depotenziamento di Anatomia Patologica non è un caso isolato, ma riflette la linea politica del “Commissario di sé stesso”, Roberto Occhiuto, accusato di demolire sistematicamente i servizi esistenti.

«L’obiettivo dell’accentramento – dichiara Stasi – è smantellare le prospettive del futuro ospedale della Sibaritide. Le “manine” nascoste hanno già cancellato Medicina Nucleare ed Emodinamica. Il rischio è che la nuova struttura nasca come una scatola vuota: l’ospedale più costoso d’Italia per posto letto, che costerà ai calabresi 10 milioni di euro l’anno da versare ai privati per colpa di scelte scellerate».

L’attacco ai vertici dello Spoke: «Incompatibili con il ruolo»

Ancora più duro è l’attacco frontale rivolto a chi gestisce attualmente lo Spoke di Corigliano-Rossano. Stasi si dice “sconcertato” per l’uso di termini come “ottimizzazione” o “transizione” per mascherare quella che, a suo avviso, è una vera e propria soppressione di servizi fondamentali.

«Chi gestisce lo Spoke cerca di giustificare, con un imbarazzante burocratese, chi gli sta smantellando casa – incalza il Sindaco –. Questo ci porta a credere che tali operazioni siano state avallate proprio da chi avrebbe dovuto potenziare la struttura. Se pensano che questa comunità abbia l’anello al naso, si sbagliano di grosso». Per queste ragioni, Stasi ha sollevato una questione di incompatibilità per l’attuale direzione dello Spoke, richiamando i principi di obiettività e trasparenza.

Accesso agli atti e l’ombra della mobilitazione

Il primo cittadino è già passato ai fatti, formalizzando una richiesta di accesso agli atti per visionare tutti i provvedimenti di rimodulazione della rete ospedaliera, la documentazione sui lavori recenti e i motivi delle dimissioni di un dirigente medico. Un’operazione di verità per capire cosa stia succedendo dietro le quinte dell’ASP.

La conclusione è un chiaro avvertimento politico e sociale: il Sindaco chiede un’inversione di rotta immediata. «Se questo percorso di smantellamento non sarà fermato e invertito palesemente – conclude Flavio Stasi – la questione diventerà oggetto di una mobilitazione di territorio. Come primo cittadino, non avrò alcun problema a promuovere e guidare la protesta per difendere il diritto alla salute della nostra gente».

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