CORIGLIANO ROSSANO- Non chiamatela solo “scatola dei pensieri”. Per Carol Campise, giovanissima Assessore alla Legalità del Consiglio Comunale dei Ragazzi di Corigliano-Rossano, quel contenitore è una trincea contro il bullismo e non può essere trasformato in qualcosa di vago. Con una lettera aperta indirizzata alla comunità, l’Assessore ha rivendicato con forza il valore del progetto originale.
Una “mano tesa”, non un diario
Il cuore della critica riguarda il cambio di identità dell’iniziativa. Nata dalla collaborazione con l’Associazione “Insieme”, la scatola era stata concepita come uno strumento per la denuncia anonima.
«Trasformarla in una ‘Scatola dei Pensieri’ ne indebolisce la funzione», avverte Campise. Per l’Assessore, chi soffre ha bisogno di un canale di segnalazione sicuro e di un team di risposta pronto ad agire, non solo di un posto dove depositare riflessioni.
Credibilità istituzionale
La giovane rappresentante dei ragazzi solleva un punto di grande maturità politica: il rispetto della parola data. Il progetto era stato infatti illustrato ufficialmente all’Arcivescovo Mons. Maurizio Aloise lo scorso ottobre. Modificarlo oggi significherebbe, secondo Campise, venire meno a un impegno solenne preso davanti alle autorità e ai propri compagni.
L’appello alla coerenza
Secondo la “teen” Assessore, la legalità non è un concetto astratto che si studia solo sui libri, ma una pratica quotidiana che passa dal rispetto dei protocolli e delle firme.
- Sicurezza: L’anonimato deve essere garantito per permettere segnalazioni senza paura.
- Azione: Il progetto deve servire a fermare i comportamenti scorretti, non solo a descriverli.
«Non temiamo di agire per la verità», conclude Carol Campise, chiedendo il ripristino immediato del nome e dello spirito originale. Un richiamo alla coerenza che suona come una vera lezione di cittadinanza attiva per grandi e piccoli.





















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