Schiavonea, continuità assistenziale sospesa fino al 2 gennaio: l’attacco di Madeo alla gestione Occhiuto

rosellina madeo consigliere regionale della calabria

CORIGLIANO-ROSSANO – Un Natale senza assistenza medica territoriale e un Capodanno che si preannuncia identico. È durissima la presa di posizione di Rosellina Madeo, Consigliera Regionale del Partito Democratico e Presidente del Consiglio Comunale di Corigliano-Rossano, riguardo alla prolungata chiusura della Guardia Medica di Schiavonea.

Dieci giorni di blackout sanitario

Secondo quanto denunciato dalla Madeo, il servizio di continuità assistenziale nel borgo marinaro è di fatto sospeso dal 22 dicembre e, stando agli avvisi affissi, non riprenderà prima del 2 gennaio. «Dieci giorni in cui gli abitanti non possono e non devono porsi il lusso di sentirsi male», attacca la rappresentante dem, segnalando come la chiusura stia spingendo decine di cittadini a riversarsi nel già congestionato pronto soccorso cittadino.

Il cortocircuito dei Pronto Soccorso

La chiusura degli ambulatori territoriali durante le festività, periodo in cui anche gli studi dei medici di base sono chiusi, crea un inevitabile effetto domino. «La situazione negli ospedali è al collasso con file interminabili – spiega la Madeo –. Se il territorio non eroga servizi, il risultato è il cortocircuito che tutti conosciamo. Ma davvero, conoscendo le carenze di personale, dobbiamo trovarci nelle stesse condizioni ad ogni festa?».

L’attacco al Presidente Occhiuto

Al centro della critica c’è la gestione della sanità regionale guidata da Roberto Occhiuto. La Consigliera Pd richiama le promesse fatte all’inizio della legislatura su un’assistenza capillare e costante: «Cosa intendeva il Presidente? Non basta un foglio di carta che dichiara la mancanza di personale per lavarsi la coscienza. I calabresi hanno bisogno di concretezza, non di slogan».

Un Capodanno nell’incertezza

Con la prospettiva di vedere i locali della Guardia Medica chiusi anche il 31 dicembre e il 1° gennaio, Rosellina Madeo chiede un cambio di rotta immediato: «Iniziare l’anno nuovo con problemi vecchi non è di buon augurio. Bisogna uscire dai social, mettere da parte la propaganda e rimettere al centro i servizi primari. La salute dei cittadini non può essere chiesta a Babbo Natale».

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