Schiavonea dà l’ultimo saluto a Carmela Bifano: folla ai funerali

,

CORIGLIANO ROSSANO– Nemmeno la morsa del caldo torrido del primo pomeriggio, unita all’orario tradizionalmente di quiete, ha frenato la comunità di Schiavonea, accorsa in massa e visibilmente commossa per tributare l’ultimo e accorato saluto a Carmela Bifano. L’imprenditrice agricola di 73 anni, la cui vita è stata spezzata con indicibile violenza nelle campagne di contrada Torre Voluta a Villaggio Frassa, ha ricevuto l’abbraccio solenne di un’intera cittadinanza. Un’affluenza imponente di parenti, conoscenti e semplici cittadini si è stretta attorno al dolore sordo della famiglia, accompagnando in silenzio l’arrivo del feretro sul sagrato della chiesa parrocchiale di Santa Maria ad Nives, a Schiavonea.

All’interno della navata gremita in ogni ordine di posti, la cerimonia si è svolta in un clima di composto e angoscioso raccoglimento. Durante il rito religioso, le parole pronunciate dall’altare hanno cercato di dare conforto a una comunità scossa nel profondo, sottolineando l’immenso vuoto lasciato da una perdita così devastante e soffermandosi sulla necessità di aggrapparsi alla fede di fronte a una violenza tanto assurda quanto inaspettata.

La commozione ha contagiato tutti i presenti, uniti in un dolore che travalica i confini affettivi per farsi ferita collettiva.A dominare la giornata, tuttavia, non è stato solo il lutto, ma anche il peso di una lacerazione familiare ormai insanabile. Sui manifesti funebri affissi lungo le vie della città per annunciare le esequie, l’assenza del nome del marito Pietro Scintu — il 76enne unico indagato per l’omicidio e attualmente recluso nella casa circondariale di Castrovillari — è apparsa come un macigno morale. L’annuncio della scomparsa è stato firmato esclusivamente dal figlio Mimmo e dai parenti stretti della donna, estromettendo del tutto il coniuge. Un dettaglio formale che mappa plasticamente una spaccatura rocciosa e irreversibile: un chiaro segno che i familiari, a partire dal figlio, ritengono l’uomo l’unico responsabile della tragedia che ha distrutto la loro vita.

Dal canto suo, Scintu, continua a professare la propria innocenza dal carcere. Attraverso il suo legale, l’uomo fa sapere di essere estraneo al delitto e sostiene di piangere e soffrire profondamente per la perdita della moglie. Un dolore che però non trova alcun varco di clemenza o riavvicinamento tra i congiunti della vittima.

Sul fronte giudiziario, le indagini tese a fare piena luce sull’efferato delitto procedono a ritmo serrato sotto la direzione della Procura di Castrovillari. In queste ultime ore non si registrano nuovi elementi di svolta né dettagli di spicco in attesa delle risultanze dei rilievi scientifici sugli indumenti del presunto assassino e di quella t-shirt ritrovata mezza bruciacchiata chiusa in una busta in mezzo ad un cumulo di spazzatura. Gli accertamenti dovranno stabilire se si tratti o no della maglietta che l’uomo dice di aver lasciato appesa ad un albero e che nell’immediatezza del delitto non è stata rinvenuta. Proprio tra la trama del filato ( se trattasi di quella di Scintu) potrebbe essere custodito la mappa dello sconvolgente femminicidio. Se venissero ritrovate tracce ematiche il quadro probatorio che sta costruendo la procura di Castrovillari sarebbe ben solido.

Si rimane ora in attesa che venga fissata la data dell’udienza dinanzi al Tribunale del Riesame, chiamato a pronunciarsi sulla misura cautelare che tiene l’uomo dietro le sbarre per pericolo di inquinamento delle prove.

Al termine del rito funebre, tra sguardi rigati dalle lacrime e il toccante volo di palloncini bianchizatosi nel cielo sul sagrato, il carro con la salma si è mosso alla volta del cimitero di San Giacomo d’Acri, paese d’origine di Carmela Bifano. Lì la donna riposerà per sempre, mentre la comunità attende che la giustizia compia il suo corso e diradi ogni ombra su una vicenda che lascia dietro di sé solo macerie di dolore.

Tag:

Inviaci un tuo commento

Produzione video professionali per privati, aziende ed enti pubblici.