CORIGLIANO ROSSANO- Esistono due inverni a Schiavonea. C’è quello del calendario e quello del cuore dei suoi abitanti, che da qualche tempo sembra essere scivolato in un buio più profondo del solito. Quando i riflettori della movida estiva si spengono e il fragore dei turisti diventa solo un ricordo, il borgo si ritrova nudo, alle prese con una realtà cruda fatta di strade deserte e una sicurezza che sembra svanire insieme al tramonto.
Ma domenica 8 febbraio, quel buio ha le ore contate. L’associazione Convivium, insieme a commercianti e residenti, ha deciso di accendere un fuoco di dignità: una fiaccolata per squarciare il velo di paura che negli ultimi mesi ha avvolto la marina.
Piccole fiamme contro grandi silenzi
La metafora della fiaccola non è casuale. Ogni lume che brillerà tra le vie del borgo rappresenta la volontà di non rassegnarsi a episodi che sembrano usciti da un bollettino di guerra: il dolore di un commerciante aggredito nel proprio locale, la sfida aperta allo Stato con l’assalto ai Carabinieri e l’inquietante ferimento di un giovane tra le pieghe dell’ombra.
Quella di domenica prossima non sarà solo una marcia, ma una rivendicazione di visibilità. La comunità vuole dimostrare che Schiavonea non è un “territorio di nessuno” durante i mesi freddi, quando la raccolta degli agrumi richiama centinaia di lavoratori che spesso vivono ai margini della dignità. È una battaglia che unisce tutti: dai residenti storici alla numerosa comunità marocchina regolare, che qui ha costruito una vita e che oggi, insieme agli italiani, teme per la propria incolumità.
Il percorso del riscatto
L’appuntamento è fissato per le 15:30 presso il monumento della Madonnina. Da lì, il corteo si muoverà come un fiume di luce, attraversando le strade dove oggi la gente ammette con amarezza di aver paura a camminare. Il cammino si concluderà nei pressi della parrocchia, quasi a cercare una protezione e una benedizione per un futuro più sereno.
Accendere una fiaccola significa dire che la luce dello Stato e della solidarietà deve arrivare dove oggi regna l’incertezza. È l’invito a non chiudersi in casa, ma a riprendersi le strade, perché il buio fa paura solo finché nessuno decide di accendere un fiammifero.





















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