Sconfitta PD in Calabria: il sindaco di Saracena, Russo, concorda con Flavio Stasi

Renzo Russo, sindaco di Saracena

REGIONALI, RUSSO (SARACENA): FLAVIO STASI DICE COSE OVVIE, CHE PENSA GRAN PARTE DELLA BASE DEL CENTROSINISTRA CALABRESE.

SARACENA – Il risultato uscito dalle urne la scorsa settimana parla chiaro: il progetto del cosiddetto “campo largo calabrese” è fallito. I calabresi hanno mandato un messaggio forte e inequivocabile. Nella circoscrizione Sud il centrodestra ha ottenuto il doppio dei voti rispetto al centrosinistra; nella circoscrizione Centro 40mila voti in più e nella circoscrizione Nord 15 mila in più. È incredibile che i dirigenti calabresi che vivono a Roma non abbiano ancora percepito lo schiaffo che i cittadini ci hanno dato: bisognerebbe riflettere sulla aderenza della classe dirigente ai territori e sulla loro effettiva rappresentanza. E non si inventassero pagelle o divisioni tra buoni e cattivi: il centrosinistra è stato travolto anche dove c’erano amministratori candidati, così come è stato travolto nelle roccaforti di dirigenti regionali e nazionali.

TERZA SCONFITTA CONSECUTIVA, INACCETTABILE
Chi oggi solleva la questione con forza – dichiara Renzo Russo, iscritto al Partito Democratico e Sindaco di Saracena – evidentemente, non accetta la terza sconfitta consecutiva ed è quello che dovremmo fare tutti, scuotendo e rivedendo la nostra azione politica regionale.

IDEE NON BASTANO SE CAMMINANO SU GAMBE DI CHI HA GIÀ FALLITO
Da dove bisogna ripartire, allora? Dalle idee nuove, vicine ai bisogni reali delle persone e da proposte concrete ma anche da nuove donne e uomini: le idee non bastano se continuano a camminare sulle gambe di chi ha già collezionato troppi fallimenti e ha perso credibilità. Molti cittadini oggi non votano proprio per questo: non è che manchino le idee, ma spesso non convincono più coloro che si propongono di realizzarle.

RIPARTIRE DA AMMINISTRATORI E MILITANTI
Bisogna ripartire dagli amministratori — quelli delle grandi città e quelli dei piccoli comuni — che ogni giorno fanno i conti con le difficoltà reali delle comunità e cercano, spesso da soli, di trovare soluzioni. Bisogna ripartire dai militanti: da chi ancora attacca manifesti, distribuisce volantini, sventola bandiere, e continua a credere nei partiti e nella possibilità che questa terra possa cambiare davvero.

AI VERTICI DEL CENTRO SINISTRA È MANCATO IL CORAGGIO
Ma soprattutto – continua Russo – bisogna ripartire dai cittadini calabresi, dal confronto e dal dialogo. Ripartire dal punto opposto rispetto a chi pensa di poter decidere chi ha diritto di parlare e chi no. Ai vertici del centrosinistra calabrese è mancato il coraggio di dare una svolta che la nostra base chiede a gran voce da tempo. Questa ennesima mancanza di coraggio oggi ci lascerà per la terza volta senza una leadership regionale se, come è del tutto prevedibile, Pasquale Tridico, che ringrazio comunque per lo sforzo fatto, tornerà a svolgere il ruolo che ha sempre detto di voler svolgere, cioè l’europarlamentare.

NO ALL’AUTOCONSERVAZIONE
Se non si avrà la lucidità di ripartire da qui – conclude Renzo Russo – la terza e gravissima batosta elettorale non sarà l’ultima. Probabilmente la massima aspirazione politica di qualcuno è l’autoconservazione, per la quale è disposto a fare qualsiasi cosa: un obiettivo che non è sicuramente il mio, non è quello di decine di giovani amministratori e credo non sia nemmeno quello del popolo del centrosinistra calabrese.

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