CORIGLIANO ROSSANO- Un’uscita di emergenza sbarrata da catene e lucchetti, un iter di segnalazioni cadute nel vuoto da oltre un lustro e lo spettro di una potenziale tragedia sfiorata solo per pura casualità. È un quadro a tinte fosche e dai contorni allarmanti quello tracciato dal consigliere comunale Giancarlo Bosco (Movimento del Territorio), che accende i riflettori sulla sicurezza strutturale della scuola primaria e dell’infanzia “Madonna della Catena”, nell’area di Corigliano.
La denuncia del consigliere si concentra su una gravissima carenza strutturale che metterebbe a repentaglio l’incolumità dei giovanissimi alunni in caso di calamità. Stando a quanto documentato da Bosco, l’unica uscita di sicurezza situata ai piani alti dell’istituto risulta inaccessibile, serrata da ben sei anni. Un immobilismo che l’esponente dell’opposizione definisce irresponsabile, perdurato nonostante le reiterate richieste di intervento avanzate nel tempo dai dirigenti scolastici e le preoccupazioni costanti del personale. L’intervento diretto del consigliere è scaturito dalla richiesta d’aiuto di un gruppo di genitori, comprensibilmente allarmati per la sicurezza dei propri figli. Recatosi sul posto per un sopralluogo, Bosco ha potuto constatare di persona la gravità della situazione, documentando lo stato dei luoghi con testimoni e materiale video che attesta l’impossibilità di utilizzare la via di fuga. Da qui, il passo verso gli uffici comunali è stato breve: lo scorso 26 novembre 2025, il consigliere ha provveduto a protocollare una richiesta formale di intervento indirizzata al Sindaco e agli organi preposti. Una sollecitazione che, ad oggi, sarebbe stata del tutto ignorata.
La questione è deflagrata in tutta la sua urgenza durante l’ultimo Question Time in Consiglio Comunale, trasformandosi in un duro scontro istituzionale. Bosco non ha fatto sconti all’Amministrazione, mettendo in difficoltà l’assessore al ramo, Tatiana Novello. Secondo la ricostruzione del consigliere, l’esponente della Giunta avrebbe fornito risposte evasive, divagando e allontanandosi dal cuore del problema: la messa in sicurezza immediata dei locali. La tensione in aula ha raggiunto l’apice quando Bosco ha interrotto il proprio intervento per pretendere il rientro fisico del sindaco Flavio Stasi, allontanatosi momentaneamente, stigmatizzando la mancanza di attenzione verso un tema di tale delicatezza. Nel suo affondo, il rappresentante del Movimento del Territorio ha evocato tragedie balzate agli onori delle cronache internazionali, come i drammatici fatti di Crans Montana, per sottolineare come non ci si possa affidare unicamente alla “protezione divina” quando si tratta di prevenzione. L’ultimatum lanciato all’Amministrazione non ammette repliche: se non si interverrà celermente per rimuovere i lucchetti e garantire una via di fuga sicura e a norma per i bambini, Bosco si dice pronto ad attivare tutte le procedure necessarie per imporre la chiusura formale dell’istituto scolastico.






















