SIBARI- A riportare la questione al centro del dibattito pubblico non è stata un’iniziativa istituzionale, ma la denuncia del Partito Socialista di Cassano-Sibari, attraverso il proprio consigliere comunale di opposizione Davide Papasso. Con un video documentativo, il PSI ha mostrato l’area archeologica di Casa Bianca, nel Parco di Sibari, trasformata in un vero e proprio “lago stabile” profondo oltre tre metri.
La critica dei Socialisti alla gestione tecnica
Secondo la nota del Partito Socialista, l’allagamento non è solo un evento accidentale, ma il risultato di un sistema di smaltimento fuori uso. Il PSI solleva interrogativi pesanti sulla gestione dell’emergenza:
- Immobilismo amministrativo: I Socialisti denunciano due mesi di silenzio e immobilismo prima che la questione diventasse pubblica.
- Mancata attivazione dei soccorsi: Il partito contesta la scelta di non aver richiesto l’intervento della Protezione Civile o dei Vigili del Fuoco per l’installazione di pompe mobili, preferendo attendere l’arrivo di nuovi impianti da Ferrara.
- Rischi per il patrimonio: Viene sottolineato come l’acqua non sia solo un problema estetico, ma agisca chimicamente corrodendo e deteriorando i resti millenari di Sibari, Thurii e Copia.
“Difesa dell’immagine contro difesa del bene comune”
Il PSI attacca duramente la reazione del sindaco, accusandolo di aver cercato di minimizzare l’accaduto e di aver privilegiato la “vetrina” politica alla responsabilità amministrativa. Per i Socialisti, la giustificazione secondo cui l’area sarebbe chiusa al pubblico è inaccettabile: un bene storico non perde il suo valore solo perché non è visitabile.
“Si è scelto lo slogan al posto della soluzione, la propaganda al posto della manutenzione. La verità, come l’acqua, trova sempre il modo di venire a galla” concludono i Socialisti di Cassano-Sibari.

























