Sicurezza a Corigliano-Rossano, l’NSC alza la voce: «Risultati eccellenti nel deserto di risorse, ora il Reparto diventi Gruppo»

CORIGLIANO-ROSSANO – L’ennesimo successo investigativo contro lo spaccio di stupefacenti diventa l’occasione non solo per celebrare l’operato delle forze dell’ordine, ma per denunciare una situazione strutturale definita ormai insostenibile. A lanciare il monito, all’indomani degli arresti eseguiti dalla Sezione Radiomobile e dalla Sezione Operativa, è Antonio Noè, segretario generale regionale per la Calabria del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC).

In una nota diffusa il 3 febbraio 2026, il rappresentante sindacale ha voluto esprimere un riconoscimento netto e privo di ambiguità ai militari del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano. Tuttavia, l’elogio per i risultati raggiunti lascia immediatamente spazio a un’analisi amara delle condizioni lavorative. Secondo Noè, infatti, questi traguardi investigativi di altissimo livello vengono raggiunti non grazie a condizioni ideali, ma quasi per paradosso, ovvero nonostante carenze strutturali croniche, organici insufficienti e mezzi spesso inadeguati rispetto alla mole di lavoro.

Il focus del sindacato si sposta sulla quotidianità operativa della Sezione Radiomobile, chiamata a garantire il controllo di un territorio vastissimo, che si estende per circa 350 chilometri quadrati. Una superficie tale che, in qualsiasi altra realtà geografica, imporrebbe un dispositivo di sicurezza ben più robusto e strutturato. Per il segretario regionale è inaccettabile che reparti in prima linea contro la criminalità diffusa e il traffico di droga debbano operare in una condizione di costante emergenza, facendo affidamento quasi esclusivamente sul senso del dovere e sullo spirito di sacrificio dei singoli operatori.

Da qui nasce la rivendicazione politica e istituzionale del Nuovo Sindacato Carabinieri, che si dice stanco di limitarsi agli applausi a operazioni concluse e pretende ora risposte concrete: organici adeguati, mezzi idonei e tutele reali. La richiesta centrale avanzata da Noè è la riorganizzazione strutturale del presidio, con l’elevazione dell’attuale Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano a Gruppo Carabinieri. Una proposta che, sottolinea il segretario, non rappresenta una semplice “bandierina sindacale”, bensì una necessità operativa oggettiva, imposta dai numeri, dalla complessa orografia del territorio e dalla forte pressione criminale presente nell’area.

Continuare a pretendere risultati straordinari fornendo strumenti ordinari, o addirittura insufficienti, significa per l’NSC scaricare le responsabilità su chi lavora già al limite delle proprie possibilità, mancando di rispetto sia all’Istituzione che ai carabinieri in strada. Il messaggio rivolto alle istituzioni competenti è un ultimatum chiaro: o si cambia passo, adeguando la struttura alla realtà criminale del territorio, o si sceglie di ignorare il problema. Il Nuovo Sindacato Carabinieri, conclude Noè, non ha più intenzione di restare in silenzio.

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