CORIGLIANO-ROSSANO – Il tempo delle attese sembra essere scaduto. Tra il fango che ancora segna la memoria (e i terreni) di Thurio e Ministalla e la burocrazia che pare immobile, la cittadinanza ha deciso di rialzare la testa. Il comitato “I Guardiani del Crati” ha indetto un importante incontro pubblico per fare il punto su una gestione dell’emergenza che, oggi più che mai, appare deficitaria.
L’appuntamento: competenza tecnica al servizio del territorio
L’incontro si terrà lunedì 20 aprile 2026, alle ore 17:30, presso la Chiesa di Thurio. Non sarà solo un momento di protesta, ma un confronto di alto profilo tecnico grazie alla partecipazione del Prof. Paolo Veltri, ingegnere idraulico e già docente UniCal, la cui esperienza sarà fondamentale per analizzare lo stato reale del bacino del Crati e le criticità degli interventi necessari.
Al tavolo sono stati ufficialmente invitati il Prefetto e le istituzioni competenti. La domanda è una sola: a che punto è la messa in sicurezza?
Promesse nel fango: lavori fermi e ristori fantasma
Nonostante i proclami, la realtà dei fatti parla di un cantiere che fatica a diventare concreto. I lavori di consolidamento degli argini e di ripristino dell’officiosità idraulica, pur essendo vitali, subiscono ritardi che la popolazione non è più disposta ad accettare.
A pesare come un macigno sulla comunità è anche il fronte economico:
- Indennizzi al palo: Gli abitanti sono ancora intrappolati nel labirinto delle domande di ristoro.
- Zero fondi erogati: Ad oggi, dei soldi promessi per coprire i danni subiti, non si è vista traccia.
- Burocrazia soffocante: Le famiglie e le imprese agricole, già stremate, si ritrovano a dover lottare con moduli e scadenze mentre cercano di ripulire le proprie attività.
Un film già visto: dal 2018 ai cicloni Harry e Jolina
La storia sembra ripetersi con una regolarità spaventosa. Dopo i disastri del 2018 e del 2021, il copione non è cambiato. Le frazioni di Thurio e Ministalla sono finite nuovamente nel mirino del maltempo, colpite duramente prima dal ciclone Harry e, più recentemente, dal ciclone Jolina.
L’emergenza, però, non sembra essere uguale per tutti. Ancora una volta, l’intero peso della ricostruzione e della gestione del rischio ricade esclusivamente sulle spalle dei residenti. Una solitudine istituzionale che “I Guardiani del Crati” intendono spezzare, chiedendo che la sicurezza idraulica diventi una priorità reale e non solo un tema da campagna elettorale.
“La cittadinanza è invitata a partecipare massicciamente: il silenzio non protegge dagli argini che cedono.”

























