Sicurezza e inclusione a Schiavonea: il piano del Comitato promotore

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CORIGLIANO ROSSANO- Il Comitato Promotore di “Schiavonea Sicurezza e Inclusione” ha espresso profonda gratitudine e soddisfazione per la massiccia partecipazione popolare che ha animato il corteo di domenica scorsa. Cittadini provenienti da ogni area della città di Corigliano-Rossano si sono ritrovati uniti per ribadire un concetto fondamentale: la legittima richiesta di sicurezza deve necessariamente camminare di pari passo con il valore dell’integrazione. La mobilitazione è nata come risposta spontanea e necessaria a un clima di inquietudine scaturito da recenti episodi di violenza e atti delinquenziali che hanno colpito sia i residenti che le Forze dell’Ordine, a cui il Comitato ha rivolto un sentito ringraziamento per il quotidiano impegno sul campo. L’iniziativa ha visto una straordinaria sinergia tra diverse anime del tessuto sociale, coinvolgendo la Parrocchia Santa Maria ad Nives, l’Associazione Commercianti e le comunità magrebina e dell’Est Europa. Questa partecipazione corale ha dimostrato come la Marina di Schiavonea resti, per vocazione storica, un luogo di pacifica convivenza tra diverse identità religiose e culturali. Durante il corteo, il Comitato ha reso note le istanze già trasmesse formalmente ai vertici istituzionali, dalla Presidenza del Consiglio alla Regione Calabria, fino al Comune e alle autorità di pubblica sicurezza, sollecitando interventi non più differibili. Tra le priorità messe nero su bianco, spicca la necessità di istituire un presidio fisso dei Carabinieri o della Polizia di Stato proprio a Schiavonea, insieme a un generale rafforzamento della presenza dello Stato che potrebbe avvalersi anche dell’operazione Strade Sicure. Le richieste includono controlli capillari sulle seconde case e nelle zone periferiche, il contrasto serrato allo spaccio e allo sfruttamento del lavoro nero, oltre a una decisa azione contro gli affitti illegali. La strategia proposta non è però solo repressiva: il Comitato invoca interventi di rigenerazione urbana che prevedano una migliore illuminazione, videosorveglianza diffusa e la cura degli spazi comuni, affinché il decoro diventi il primo baluardo contro il degrado. Sul piano sociale, la proposta si fa ancora più articolata con la richiesta di un Protocollo d’Intesa che coinvolga Prefettura, Procura, Diocesi e tutti gli enti locali per monitorare e prevenire i fenomeni devianti attraverso il welfare e la formazione. In questa direzione si muove anche l’idea di istituire una Consulta per i Migranti, organo pensato per facilitare l’integrazione linguistica e culturale, e la proposta di localizzare negli edifici storici del borgo marinaro istituzioni culturali come archivi e musei. Quello di domenica è stato solo il primo passo di un percorso di monitoraggio costante che il Comitato intende proseguire con determinazione, fiducioso che le istituzioni rispondano positivamente per garantire una migliore qualità della vita a Schiavonea e nell’intera città.

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