Sicurezza idrogeologica nella Sibaritide: al via il cantiere da 8 milioni di euro sugli argini del Crati

,

CORIGLIANO ROSSANO- Le ruspe sono finalmente in funzione lungo le sponde del fiume Crati, segnando l’avvio di un intervento cruciale e atteso da anni dal territorio. Dopo una lunga stagione di allarmi, rinvii e i pesanti danni causati dall’esondazione dello scorso febbraio, questa mattina sono iniziati i lavori di consolidamento nel tratto compreso tra Lattughelle e contrada Thurio, un’area storicamente vulnerabile che unisce i territori di Corigliano-Rossano e Cassano all’Ionio.

L’opera, dal valore complessivo di circa 8 milioni di euro, si concentrerà su un segmento critico di circa 800 metri.

Il piano dei lavori: gabbionate in pietra entro settembre

Il progetto prevede la costruzione di massicce difese arginali a partire dal ponte ferroviario, risalendo verso monte fino alla zona che precede la curva teatro della grave rottura del 2018.

A spiegare i dettagli tecnici è Mario Oliveto, portavoce del comitato civico “I Guardiani del Crati”:

“Verranno realizzate gabbionate in pietra, sul modello di quelle già eseguite negli anni passati nell’area degli Scavi di Sibari e a Lattughelle. È un sistema che ha già dimostrato efficacia e resistenza nel tempo e che dovrebbe garantire maggiore stabilità alle sponde più esposte all’erosione.”

Salvo imprevisti, il cronoprogramma fissa il completamento del cantiere tra la fine di agosto e la metà di settembre, così da mettere in sicurezza l’area prima dell’arrivo delle grandi piogge autunnali.

Un passo avanti che non risolve tutto: il nodo della pulizia

L’avvio delle ruspe interrompe una scia di tensioni che era finita anche sotto la lente della Procura di Castrovillari, la quale aveva aperto un fascicolo per fare luce sulla gestione della diga di Tarsia, sulle aree golenali e su eventuali ritardi nella prevenzione.

Se da un lato il cantiere rappresenta una boccata d’ossigeno per le aziende agricole e i residenti che hanno visto ettari di terreno inghiottiti dall’acqua, dall’altro la guardia resta altissima. Il comitato dei cittadini sottolinea infatti che il consolidamento degli argini è solo un tassello del mosaico.

Il vero problema strutturale rimane la pulizia dell’alveo del fiume: l’accumulo di detriti, sedimenti e vegetazione incontrollata riduce la capacità di deflusso dell’acqua, trasformando il Crati in una bomba a orologeria a ogni inverno. Nelle prossime settimane è già previsto un nuovo tavolo tecnico per pianificare i prossimi interventi e spingere verso una manutenzione ordinaria e costante, l’unica strada per evitare di dover gestire il fiume sempre e solo sull’onda dell’emergenza.

Tag:

Produzione video professionali per privati, aziende ed enti pubblici.