Spiagge accessibili a Corigliano-Rossano: la denuncia per un’inclusione reale

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CORIGLIANO ROSSANO- Il tema dell’accessibilità e della fruibilità delle spiagge torna al centro dell’attenzione pubblica a Corigliano-Rossano attraverso un’articolata riflessione sollecitata da due cittadini con disabilità, Virgilio Spina e Gerry Casacchia. L’intervento intende tracciare un bilancio costruttivo sulla stagione estiva lungo il litorale cittadino, ponendo l’accento sulla necessità di compiere un passo ulteriore: passare dall’erogazione di semplici servizi di assistenza a una reale e autonoma inclusione per residenti e turisti.

Se da un lato vengono riconosciuti i progressi compiuti dall’Amministrazione comunale — come la presenza di postazioni attrezzate con sedie JOB e bagni accessibili lungo il Lido Sant’Angelo — dall’altro emergono criticità logistiche che limitano la libertà di movimento delle persone con ridotta mobilità. La principale problematica riguarda la catena dell’accessibilità, che spesso si interrompe prima ancora di raggiungere la battigia, a causa della carenza o dell’inadeguatezza dei parcheggi riservati. La mappa delle criticità tocca diverse aree simbolo di Rossano Stazione. Nella zona di Momena la segnalazione evidenzia la totale assenza di stalli di sosta sicuri e funzionali per veicoli adattati.

Problemi analoghi si riscontrano nelle aree di Galderate, Torre Pinta e nei pressi della Torre, dove gli spazi dedicati risultano limitati o strutturati senza considerare gli ingombri necessari per la discesa e la salita in sicurezza delle carrozzine dai veicoli modificati. Di fatto, l’unica area dotata di stalli idonei rimane quella compresa tra l’Hotel Murano e il Gipsy, costringendo gli utenti a percorrere lunghe distanze sotto il sole per raggiungere altre tratte di spiaggia. A ciò si aggiunge l’annoso problema dei parcheggi riservati occupati indebitamente da auto prive di contrassegno, rispetto ai quali le segnalazioni alla Polizia Locale non sempre riescono a trovare tempestivo riscontro. Oltre all’aspetto logistico, Spina e Casacchia sollevano un tema d’ordine culturale e organizzativo legato all’autonomia personale. L’obbligo di dover contattare preventivamente un numero telefonico comunale per richiedere l’uso delle attrezzature o l’assistenza per un bagno in mare viene percepito come un limite alla spontaneità e alla libertà di scelta, un vincolo che penalizza sia i cittadini sia i visitatori. A questo si somma la richiesta di completare le dotazioni delle spiagge accessibili fornendo ogni postazione di un defibrillatore (DAE), presidio fondamentale per la sicurezza di tutti i bagnanti. Nonostante i tentativi di avviare un dialogo con le istituzioni tramite comunicazioni ufficiali e solleciti informali rimasti finora senza risposta, la posizione espressa da Spina e Casacchia rimane aperta al confronto.

L’invito rivolto agli amministratori è quello di effettuare un sopralluogo congiunto sul campo per toccare con mano le difficoltà quotidiane legate alla mobilità. Poiché la stagione estiva è ancora in corso, l’auspicio è che l’Amministrazione possa intervenire con correttivi immediati — a partire dalla revisione e dall’incremento degli stalli di sosta dedicati nelle aree critiche — offrendo un segnale concreto verso un modello di turismo realmente accogliente e accessibile a tutti.

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