CORIGLIANO ROSSANO- Dopo meno di due anni dalla nomina, Maria Valente lascia la guida dell’emergenza-urgenza. Dietro la decisione, tensioni interne e un ricorso al TAR che potrebbe ribaltare gli equilibri della struttura.
Una tegola si abbatte sul sistema sanitario della Sibaritide. Maria Valente, primaria del Pronto Soccorso dello Spoke di Corigliano-Rossano, ha rassegnato le proprie dimissioni. Una scelta che arriva come un fulmine a ciel sereno, ma che, analizzando i retroscena degli ultimi mesi, parrebbe essere l’epilogo di un lungo logoramento interno e di una complessa vicenda giudiziaria.
Una nomina sotto la lente del TAR
La dottoressa Valente era stata proclamata vincitrice del concorso per il posto di primario nella primavera del 2024, assumendo il comando di entrambi i reparti di pronto soccorso dello Spoke. Tuttavia, la sua posizione sarebbe stata oggetto di un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, la cui sentenza definitiva è attesa per il prossimo aprile 2026.
Al centro del ricorso vi sarebbe una presunta irregolarità formale nella composizione della commissione esaminatrice. Secondo alcune indiscrezioni, la presenza di un membro interno all’Asp di Cosenza tra i valutatori potrebbe aver violato le normative vigenti, che imporrebbero invece una commissione esterna. Una “spada di Damocle” giuridica che avrebbe minato la serenità della dirigenza sin dai primi mesi.
L’ombra del boicottaggio e le tensioni interne
Ma oltre al fronte legale, a spingere la primaria verso l’addio sarebbero state ragioni di natura squisitamente gestionale e relazionale. Voci vicine all’ambiente ospedaliero riferiscono di un clima che, dopo un’iniziale fase di collaborazione, si sarebbe fatto via via più teso. La Valente si sarebbe trovata progressivamente isolata da parte di alcuni vertici aziendali, gli stessi che inizialmente ne avrebbero sostenuto il percorso.
Si parla, con il dovuto beneficio del dubbio, di presunti episodi di “boicottaggio” amministrativo. Tra gli elementi di frizione:
Trasferimenti di personale: spostamenti di medici e infermieri tra i reparti di Rossano e Corigliano che sarebbero avvenuti senza il preventivo parere favorevole della primaria.
Mancanza di supporto logistico: difficoltà nel reperimento di dotazioni essenziali, come barelle e piastre per i defibrillatori, nonostante i solleciti della direzione del reparto.
Una scelta di dignità
In questo contesto, le dimissioni apparirebbero come una “mossa d’anticipo”. Consapevole del rischio di un esito sfavorevole del ricorso al TAR e stanca di operare in un ambiente percepito come ostile, la dottoressa avrebbe scelto di lasciare l’incarico per tutelare la propria reputazione professionale e dignità personale.
Per i colleghi e il personale del Pronto Soccorso, Maria Valente non sarebbe stata solo una dirigente, ma un punto di riferimento umano capace di farsi carico delle problematiche quotidiane di un reparto costantemente in trincea. La sua uscita di scena lascia ora un vuoto di potere in uno dei settori più critici della sanità calabrese, proprio mentre le tensioni politiche e le prossime scadenze elettorali regionali sembrano influenzare pesantemente le dinamiche delle aziende sanitarie.
L’Asp di Cosenza dovrà ora gestire una transizione delicatissima per evitare che le frizioni interne finiscano per pesare, ancora una volta, sulla qualità del servizio offerto ai cittadini.





















Inviaci un tuo commento