Il 56enne di San Giorgio Albanese, titolare di un’impresa di pulizie a Corigliano-Rossano, era stato arrestato in flagranza dopo la denuncia della donna. Il gip convalida l’arresto ma attenua la misura cautelare
CORIGLIANO-ROSSANO – Dalla cella del carcere di Castrovillari alla propria abitazione, sorvegliato da un braccialetto elettronico. È quanto disposto dal giudice per le indagini preliminari, che nella giornata di venerdì ha convalidato l’arresto del 56enne Claudio Aiello, residente a San Giorgio Albanese e titolare di una piccola impresa di pulizie attiva nell’area di Corigliano-Rossano.
L’uomo, arrestato in flagranza di reato mercoledì sera dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Corigliano, diretto dal tenente colonnello Marco Filippi, su disposizione del sostituto procuratore, è accusato di atti persecutori nei confronti di una donna residente a Corigliano Scalo, sua ex dipendente, che di recente aveva sporto denuncia dopo mesi di pressioni, minacce e pedinamenti.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna si sarebbe auto-licenziata per sottrarsi alle attenzioni indesiderate del suo datore di lavoro, il quale avrebbe insistito nel tentativo di instaurare con lei una relazione non corrisposta. Nonostante il rifiuto netto, Aiello avrebbe continuato a contattarla con messaggi, appostamenti e pedinamenti, arrivando a seguirla fin sotto casa.
L’altra sera la situazione è precipitata: la vittima, temendo per la propria sicurezza, ha lanciato l’allarme ai Carabinieri, che sono intervenuti e lo hanno colto in flagranza di reato proprio nei pressi dell’abitazione della donna. Gli uomini dell’Arma avevano già monitorato alcuni degli appostamenti dell’indagato, a seguito della denuncia formalizzata nei giorni precedenti.
Dopo due notti in carcere, questa mattina Aiello è comparso davanti al giudice per l’udienza di convalida. L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Il gip, accogliendo la richiesta dei difensori, ha disposto la revoca della misura carceraria, sostituendola con gli arresti domiciliari e il controllo tramite braccialetto elettronico, misura che consentirà di monitorarne costantemente i movimenti.
Un caso che riaccende i riflettori sul fenomeno dello stalking in ambito lavorativo, dove il confine tra potere professionale e ossessione personale si trasforma, troppo spesso, in un incubo per le vittime.




















