Stasi contro la Regione: “Sui TIS le pezze sono peggiori del buco”

Flavio Stasi

Flavio Stasi

Corigliano-Rossano – Il sindaco Flavio Stasi torna a puntare il dito contro la gestione regionale della procedura di stabilizzazione dei Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS), definendola senza mezzi termini “una follia” e “un percorso socialmente ignobile” che rischia di produrre disastri e ingiustizie sia per i lavoratori sia per i Comuni.

Per settimane, ricorda il primo cittadino, l’Amministrazione comunale di Corigliano-Rossano ha chiesto al nuovo Esecutivo calabrese – “una Giunta con una spolverata di azzurro chiaro”, commenta Stasi – di rivedere una procedura che già in partenza presentava criticità evidenti. “Avevamo previsto esattamente ciò che sta accadendo: esclusioni, disparità e macelleria sociale”, afferma il sindaco.

“Centinaia di esclusi: scenari ingiusti e disparità interne al bacino TIS”

Un primo disastro, secondo Stasi, emerge dai numeri: centinaia di tirocinanti sono stati esclusi dal percorso di stabilizzazione “non per merito o demerito, ma per condizioni economiche e finanziarie dei singoli enti”, denuncia. Una situazione che crea una frattura interna allo stesso bacino dei TIS, a parità di mansioni e anni di servizio.

Il sindaco denuncia anche la narrazione regionale secondo cui il precariato sarebbe stato “abbattuto”, quando in realtà – sostiene – la Regione avrebbe scaricato tutti i costi sui Comuni, cioè sui cittadini. “Una delle prese in giro più importanti di questi mesi”, insiste Stasi, ricordando come quella promessa abbia pesato nel clima di una campagna elettorale “forzatissima”.

“Cinque milioni di euro ridicoli: fondi mai redistribuiti ai Comuni”

Tra le rassicurazioni che sarebbero state fornite ai Comuni, c’era la redistribuzione del fondo storicizzato di 5 milioni messo dal Governo. Un importo che Stasi definisce “miserabile” rispetto ai bisogni di 3.600 famiglie e “lo zero virgola zero” di una manovra finanziaria che, sottolinea con amarezza, sembra ignorare il destino dei lavoratori calabresi.

Ad oggi, denuncia il sindaco, questa redistribuzione non è avvenuta:
“Nemmeno l’ombra. Sembra che la Giunta regionale voglia tenersi il tesoretto per coprire i propri disastri”.

Il nodo degli over 60: “Prima esclusi, ora rimessi dentro creando caos”

Stasi definisce “la ciliegina sulla torta” l’ultima evoluzione della procedura: gli over 60, inizialmente esclusi dalla piattaforma e mandati via “con un calcio nel sedere”, ora potranno partecipare alle procedure avviate presso i Centri per l’Impiego.

Una scelta che, secondo il sindaco, crea una nuova fase di conflitto:

  • prima una “guerra tra poveri” tra enti diversi,
  • ora una “guerra tra poveri Comune per Comune”,
    con TIS pronti alla stabilizzazione che rischiano di essere rimpiazzati da lavoratori altrettanto meritevoli ma appartenenti alla fascia ultra-sessantenne.

“Lo scenario è paradossale: 50 posti e 100 passeggeri che tenteranno tutte le procedure disponibili per paura di perdere un treno che passa una sola volta”.

“Una procedura da macellai sociali”

Il sindaco alza ulteriormente il tono: “Questa soluzione proposta da questi macellai sociali scarica tutto prima sui Comuni e ora direttamente sui lavoratori”.

Stasi rivendica di aver chiesto, in ogni fase, dei correttivi:

  • una procedura ad hoc per gli over 60,
  • la redistribuzione ai Comuni dei fondi storicizzati,
  • una revisione complessiva del percorso.

Richieste che, afferma, sono rimaste senza risposta.

L’appello finale: “Rivedere subito la procedura prima che sia troppo tardi”

Il sindaco di Corigliano-Rossano chiude con un appello:
“La campagna elettorale meno democratica della storia della Repubblica è finita. Ora ci auguriamo che i tempi siano maturi per aprire un confronto serio e rivedere la procedura prima che provochi danni sociali irreparabili”.

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