Stop ai frangiflutti, insorge il sindaco Giudiceandrea: «Regione blocca il progetto, ora i responsabili»

,

CALOPEZZATI – Un’odissea burocratica lunga quasi un decennio che torna improvvisamente al punto di partenza, mentre il mare continua inesorabile a divorare la costa. Esplode la bufera sulla gestione dell’erosione costiera nel Basso Jonio: il sindaco di Calopezzati, Antonello Edoardo Giudiceandrea, affida a una dura nota il proprio sdegno di fronte all’ultima comunicazione degli uffici della Cittadella regionale. L’iter per il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR), necessario per sbloccare i lavori delle barriere a mare, dovrà infatti ripartire da capo con una nuova conferenza di servizi.

Poche righe di protocollo che cancellano con un colpo di spugna tre anni di istruttoria per un intervento finanziato nel 2017 con quattro milioni di euro. «Una comunicazione amministrativa di poche righe – tuona il primo cittadino – riporta indietro di tre anni un’opera e riapre passaggi già celebrati, già istruiti, già pagati con tempo pubblico. Chiedo agli uffici della Cittadella una cosa sola, e la chiedo per iscritto: quali pareri sono decaduti, quando e per responsabilità di chi. Un procedimento non torna alla conferenza di servizi per una legge di natura, ma quando qualcuno lascia scadere i termini e un’istruttoria resta ferma su una scrivania. Vorrei leggere il nome di quel qualcuno accanto a una data».

La vicenda, del resto, è segnata da continui stalli. Dopo la nomina del RUP nel 2019 e la progettazione esecutiva pronta nel 2023, l’opera ha risentito dei rincari del prezzario regionale, vedendo scendere il numero di bracci a mare da dieci a nove. Eppure, nonostante le rassicurazioni, gli escavatori non si sono mai visti.

A far salire ulteriormente la tensione è stato anche un recente sopralluogo svolto a fine luglio dall’Autorità di Bacino e dai tecnici regionali lungo un tratto di litorale, scaturito dalla diffida di alcuni privati. Un’ispezione che, secondo Giudiceandrea, avrebbe però sorvolato sull’area maggiormente esposta ai danni del moto ondoso. «Per venire a guardare il mare a fine luglio l’agenda si libera in quattro mesi – attacca con ironia il sindaco – mentre per chiudere un PAUR che aspettiamo dal 2023 risulta occupata da tre anni. Chi ha guidato la ricognizione ha portato i tecnici a fotografare una costa che ha problemi seri, tenendoli però lontani dalla ferita più profonda».

Il sindaco rivendica inoltre l’operato dell’amministrazione comunale, ricordando come la gestione sia in capo alla struttura commissariale regionale e lanciando una frecciata politica: «Ci chiedo se esista una corsia amministrativa più rapida per i Comuni che stanno dentro quella filiera istituzionale di cui gli uomini del presidente Occhiuto parlano volentieri, e se il nostro unico titolo di demerito consista nel non averla mai frequentata».

Chiamando direttamente in causa il governatore Roberto Occhiuto e l’assessore all’Ambiente Antonio Montuoro, Giudiceandrea fissa infine le condizioni per uscire dal vicolo cieco: «Chiedo formalmente che il PAUR venga concluso sull’istruttoria già svolta, reiterando i soli pareri effettivamente scaduti; che al Comune arrivi per iscritto una data certa per il bando e che venga consentito l’accesso agli atti per individuare il responsabile del procedimento. Serve infine un tavolo tecnico entro settembre, prima che arrivino le mareggiate d’inverno».

Tag:

Inviaci un tuo commento

Produzione video professionali per privati, aziende ed enti pubblici.