CASTROVILLARI – Avrebbe dovuto varcare i cancelli per prestare assistenza sanitaria, ma nel camice o nella borsa nascondeva un oggetto assolutamente vietato. Un grave episodio ha scosso la quotidianità della casa circondariale “Rosetta Sisca” di Castrovillari, dove un’infermiera in servizio presso la struttura è stata sorpresa mentre tentava di introdurre illecitamente uno smartphone all’interno del penitenziario.
I fatti risalgono alla giornata di sabato scorso. Secondo le ricostruzioni, l’operatrice sanitaria è incappata nelle maglie dei controlli di sicurezza predisposti all’ingresso dell’istituto. La Polizia Penitenziaria, che da tempo mantiene altissima l’attenzione sul fenomeno dell’introduzione di dispositivi mobili e stupefacenti nelle carceri, ha agito con prontezza e professionalità, intercettando il telefono prima che questo potesse raggiungere le sezioni detentive.
Non ci sono molti dubbi sulla destinazione finale del dispositivo: l’apparecchio, con ogni probabilità, era destinato ad essere consegnato a qualche detenuto, permettendo così comunicazioni non monitorate con l’esterno, una violazione che il sistema carcerario cerca di contrastare con ogni mezzo.
Le conseguenze per l’infermiera sono state immediate e severe. Gli agenti hanno provveduto a informare tempestivamente il magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Castrovillari. Il telefono è stato posto sotto sequestro su disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre per la donna è scattata la denuncia a piede libero.
Oltre al risvolto penale, l’episodio ha avuto ripercussioni immediate sul piano lavorativo: l’infermiera è stata sospesa dal servizio all’interno dell’istituto di pena. Un provvedimento cautelare inevitabile, vista la rottura del rapporto di fiducia e la gravità della condotta contestata all’interno di un luogo sensibile come il carcere.


























