CORIGLIANO ROSSANO- Il 2025 si chiude per Corigliano-Rossano come un anno denso, complesso, segnato da eventi di forte impatto emotivo e politico, da annunci storici sul fronte infrastrutturale, ma anche da criticità strutturali che restano aperte e da un clima istituzionale in cui il confronto pubblico continua a latitare.Sul fronte della cronaca nera, il 2025 verrà ricordato come uno degli anni più dolorosi per la comunità. Le sparatorie a Rossano in pieno giorno tra giugno e luglio. Tra gli episodi più gravi l’omicidio di un cittadino marocchino in contrada Seggio, un fatto di sangue che ha scosso profondamente il territorio e riacceso il dibattito su integrazione, marginalità e sicurezza. Ma anche sangue sulle strade. Giovani vite spezzate: Carlo Spataro. Francesco Lauro, Gaetano Ruffo, Taddeo Curti. Nomi diventati simbolo di un dolore collettivo. La morte di lavoratori di origine indiana, rimasti vittime di un incidente mentre rientravano dal lavoro, con l’episodio avvenuto in Basilicata che ha riportato al centro il tema della sicurezza sul lavoro e delle condizioni dei braccianti. A tutto questo si è aggiunto il crescente allarme sicurezza a Schiavonea, tra episodi di risse, pestaggi con una percezione diffusa di insicurezza che cittadini e operatori economici continuano a denunciare. In un anno segnato da tensioni, non sono mancati momenti di forte visibilità positiva. Tra questi spicca il Kiss Kiss Way, che ha portato musica, spettacolo e migliaia di persone in città, offrendo un’immagine diversa di Corigliano-Rossano. Un appuntamento che ha dimostrato come, se ben organizzata, la città possa essere palcoscenico di iniziative di richiamo e non solo teatro di emergenze. Il 2025 è stato anche l’anno di una decisa accelerazione per l’Ospedale della Sibaritide. Nonostante episodi incendiari nel cantiere i lavori hanno registrato un avanzamento significativo, riaccendendo la speranza di vedere finalmente completata un’opera considerata strategica per l’intero comprensorio. Sempre sul piano infrastrutturale, il passaggio politico più rilevante dell’anno è stato senza dubbio il via libera definitivo al finanziamento della nuova Statale 106 Sibari-Corigliano-Rossano, con oltre un miliardo di euro stanziati. Un risultato storico, atteso da decenni, che rappresenta una svolta potenziale per lo sviluppo della Sibaritide, pur lasciando aperti interrogativi su tempi, cantieri, impatto ambientale e reale ricaduta sul territorio. Il 2025 ha segnato anche un record politico per Corigliano-Rossano, con l’elezione di più consiglieri regionali, un risultato senza precedenti che ha rafforzato il peso istituzionale della città a livello calabrese. Eppure, proprio sul piano politico-istituzionale, resta una criticità ormai strutturale: la mancanza di confronto pubblico. Dalla fusione tra Corigliano e Rossano in poi, e anche nel 2025, si è confermata l’assenza di conferenze stampa di fine anno e di momenti ufficiali di consuntivo dell’attività amministrativa. Un vuoto colmato sempre più dai social network, che consentono ai politici – sindaco compreso – di comunicare in modo unidirezionale, senza contraddittorio, a differenza di quanto avverrebbe in un confronto con la stampa. Sul fronte del lavoro, il 2025 è stato l’anno della delibera di stabilizzazione dei Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS). L’amministrazione comunale di Corigliano-Rossano ha scelto di coinvolgere tutti i tirocinanti, cercando risorse aggiuntive per garantire le 18 ore settimanali e ponendosi l’obiettivo di una sostenibilità contrattuale dal 2029 in poi. Una scelta politica rivendicata dal Comune, nonostante le critiche del sindaco Stasi alle procedure regionali, definite un “disastro annunciato”. Resta aperta la sfida di storicizzare le risorse e incrementare le ore di lavoro, per dare reale dignità e stabilità a questi lavoratori. Il 2025 è stato anche l’anno dell’avvio di numerosi lavori finanziati con fondi PNRR: il progetto della nuova piazza Santa Maria ad Nives a Schiavonea, la realizzazione di piste ciclabili, interventi sull’edilizia residenziale pubblica (ERP). Accanto ai cantieri aperti, restano però gravi questioni amministrative irrisolte: l’ingegnerizzazione della rete idrica e fognaria, ancora lontana da una soluzione strutturale; la carenza d’acqua, che continua a colpire interi quartieri soprattutto nei mesi più critici; le strade comunali, in molte zone ridotte a un colabrodo, tra buche, dissesti e manutenzioni insufficienti. L’anno che si è appena concluso consegna l’immagine di una Corigliano-Rossano in bilico tra grandi promesse e fragilità quotidiane, tra opere attese da decenni e problemi che sembrano cronicizzarsi. Una città che chiede sviluppo, sicurezza, servizi efficienti, ma anche più trasparenza e più confronto democratico. Un anno che si chiude con molte risposte arrivate e altrettante domande ancora aperte. E che affida al 2026 il compito di trasformare annunci e cantieri in risultati concreti per la comunità.






















