Trasporti, la FAISA attacca: «No ai tagli mentre gli altri sindacati restano in silenzio»

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CALABRIA– Tagli ai trasporti: la FAISA lotta per i diritti, CGIL, CISL, UIL e UGL stanno a guardare

La chiusura delle linee di Busitalia scatena il caos in regione. Altissima tensione tra i lavoratori nei depositi.

La pesante decisione di Busitalia di chiudere e tagliare numerose linee sta scatenando il caos totale in Calabria, lasciando a piedi migliaia di utenti e mettendo a rischio il futuro del personale viaggiante. Un provvedimento drastico che colpisce al cuore il diritto alla mobilità dei cittadini e la dignità stessa dei lavoratori del comparto.

In questa situazione d’emergenza, i lavoratori della FAISA sono gli unici che stanno facendo rumore e si stanno mobilitando con forza in prima linea per difendere i propri diritti e bloccare questo smantellamento del servizio pubblico.

Nei depositi e tra le corsie la tensione è ormai palpabile. Chi sciopera e protesta apertamente sul territorio accusa duramente i colleghi iscritti a CGIL, CISL, UIL e UGL di rimanere completamente immobili. Tutte le altre sigle sindacali vengono contestate per la loro passività e per la totale mancanza di azioni concrete a tutela dei posti di lavoro.

LA STORIA SI RIPETE

Come nel 2022: La crisi attuale riporta alla mente i drammatici licenziamenti di quattro anni fa. Anche in quella dolorosa occasione, la FAISA si distinse come l’unica sigla pronta a dare battaglia, mentre gli altri grandi sindacati preferirono non esporsi, lasciando soli i lavoratori.

LA VOCE DEI DEPOSITI

“Serve l’impegno di tutti” I delegati della FAISA richiamano pubblicamente tutti i colleghi:

“Non è il momento delle divisioni o della paura. Se le linee chiudono, il danno è di tutti. Chi resta a guardare oggi è complice dei tagli di domani.”

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