Ferrone: «Dopo dodici anni la riforma delle circoscrizioni può essere l’occasione per restituire alla Sibaritide un presidio di legalità»
CORIGLIANO-ROSSANO – La riapertura del Tribunale di Rossano torna al centro del dibattito politico e sociale. A dodici anni dalla sua chiusura, la revisione delle circoscrizioni giudiziarie approdata in questi giorni alla Camera dei Deputati potrebbe aprire uno spiraglio per il ritorno del presidio di giustizia nella terza città della Calabria.
A riaccendere la speranza erano stati, nei mesi scorsi, gli impegni annunciati dal senatore Ernesto Rapani (Fratelli d’Italia), che ha più volte parlato di una delega al Governo inserita nel disegno di legge per valutare la riattivazione di alcuni tribunali soppressi, tra cui quello di Rossano. Ora, la Cgil Pollino-Sibaritide-Tirreno torna sul tema con una nota a firma del segretario generale Andrea Ferrone, invitando a non abbassare la guardia.
«Sono trascorsi dodici anni da quella decisione – scrive Ferrone – che privò un territorio vasto e complesso di un fondamentale presidio di legalità. Oggi accogliamo con prudente fiducia la notizia del nuovo passo parlamentare, ma chiediamo che si continui a insistere con forza e unità per raggiungere finalmente il risultato».
Per il sindacato, il ritorno del Tribunale a Corigliano-Rossano non è una questione simbolica, ma una necessità concreta. «La chiusura del presidio – si legge nel comunicato – ha generato disagi enormi a cittadini e professionisti, costretti da anni a recarsi a Castrovillari per ogni pratica giudiziaria. E tutto questo in un’area dove si registrano infiltrazioni criminali, incendi dolosi, impoverimento economico e spopolamento».
Secondo la Cgil, riaprire il Tribunale significherebbe restituire allo Ionio cosentino un punto di riferimento istituzionale e di fiducia nello Stato. «La giustizia di prossimità – prosegue Ferrone – è un diritto che deve essere garantito a tutti. La battaglia per la legalità, come quella per la sanità pubblica e per la dignità del lavoro, rappresenta il punto più alto di una nuova coscienza civica».
Il sindacato ribadisce inoltre che non si tratta di una rivendicazione campanilistica: «Non è una competizione tra territori o tribunali, ma un atto dovuto verso una comunità che ha pagato un prezzo altissimo in termini di disservizi e perdita di fiducia. Alcune battaglie – conclude Ferrone – sono semplicemente giuste e devono essere sostenute dalla parte sana della società».
Un appello, quello della Cgil, che si aggiunge alle voci di amministratori, ordini professionali e cittadini che da anni chiedono il ritorno del Tribunale. Stavolta, con un testo di legge in discussione e un fronte politico apparentemente compatto, la possibilità sembra più vicina. Ma il sindacato invita alla prudenza: «Solo quando le aule torneranno ad aprirsi a Rossano – avverte Ferrone – potremo dire di aver vinto davvero questa battaglia».



















