Tumore al colon: prevenzione bloccata nell’Asp di Cosenza, l’interrogazione di Madeo

Rosellina Madeo PD
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CORIGLIANO-ROSSANO – La prevenzione oncologica in provincia di Cosenza rischia di trasformarsi in una vera e propria corsa a ostacoli per i cittadini. A denunciare la situazione è Rosellina Madeo, Consigliere regionale in quota Partito Democratico e Presidente del Consiglio Comunale di Corigliano-Rossano, che punta il dito contro le gravi carenze logistiche e strumentali che stanno di fatto paralizzando i programmi di screening per il tumore al colon retto.

Attraverso una nota e un’interrogazione formale rivolta al Presidente della Regione Calabria (nella sua veste di Commissario alla Sanità) e alla Giunta, l’esponente dem chiede chiarezza sui ritardi accumulati e sui fondi non spesi, sollecitando un intervento immediato per ripristinare il diritto alla salute.

Il cortocircuito della prevenzione Il problema centrale sollevato da Madeo riguarda l’inefficacia pratica delle campagne di prevenzione sul vasto territorio dei 150 comuni afferenti all’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Cosenza. Secondo quanto evidenziato nel comunicato, il sistema presenta due falle critiche principali:

  • Mancati inviti: In molti casi, le comunicazioni per invitare i cittadini a sottoporsi ai test non vengono recapitate.
  • Carenza di strumentazione: Anche quando le lettere arrivano a destinazione, al momento della prenotazione l’esame viene sistematicamente rinviato a data da destinarsi a causa della mancanza fisica degli appositi macchinari e dei reagenti necessari per le analisi.

Il progetto bloccato e l’interrogazione in Regione La frustrazione per l’assenza del servizio si scontra con gli annunci del passato recente. «Eppure – ricorda Rosellina Madeo – più di un anno fa si parlava di un progetto con fondi disponibili che prevedeva ben sei ambulatori in tutta la provincia destinati alla prevenzione del tumore al colon retto».

L’interrogazione presentata in Consiglio Regionale mira proprio a far luce su questo punto: l’obiettivo è capire a che stadio si trovi quel progetto e, più in generale, quale sia lo stato di avanzamento di tutti gli interventi mirati a innalzare i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), un ambito in cui la Calabria sconta ancora gravi ritardi.

La prevenzione come investimento Il Consigliere regionale sottolinea infine il duplice valore, sanitario ed economico, della diagnosi precoce. «Investire sugli screening – precisa Madeo – significa lavorare per una popolazione più sana innescando un circuito virtuoso che fa bene anche al bilancio regionale».

Quando l’assenza di servizi essenziali penalizza una cittadinanza sempre più informata e propensa a sottoporsi ai controlli preventivi, conclude l’esponente del PD, la delusione dei pazienti si trasforma in una “rabbia doppia” di fronte alle mancanze del sistema sanitario.

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