CORIGLIANO-ROSSANO – La battaglia sul diritto alla salute e sui percorsi di partecipazione democratica a Corigliano-Rossano sale nuovamente di tono, assumendo i contorni di uno scontro politico e istituzionale aperto. L’Osservatorio sulla città Polis ha lanciato un affondo particolarmente severo all’indirizzo della giunta guidata dal sindaco Flavio Stasi, estendendo l’atto di accusa all’intero Consiglio Comunale, compresi i gruppi di opposizione, e alla Presidenza dell’assise civica. Al centro della contestazione vi è la mancata risposta e la consequenziale mancata convocazione di una seduta consiliare aperta e straordinaria interamente dedicata all’emergenza sanitaria.
Nel mirino del sodalizio civico vi è il muro di silenzio opposto alle richieste formali inoltrate nei mesi scorsi: un’istanza sottoscritta da 682 cittadini e accompagnata dal sostegno congiunto di tutti gli ex primi cittadini di Corigliano Calabro. Un atteggiamento che Polis descrive come una vera e propria ferita ai principi di trasparenza, parlando di un’amministrazione che si è rifiutata di ascoltare la propria comunità di fronte a istanze chiare e protocollate. Nel comunicato, l’esecutivo viene bollato con l’etichetta di «amministrazione sciupona», con un richiamo diretto alle criticità manutentive che attanagliano il territorio, dalle carenze della rete idrica e fognaria alla viabilità dissestata, fino all’assenza di spazi pubblici adeguati per i giovani.
Il cuore del contendere resta comunque la pianificazione della rete ospedaliera, proprio mentre si approssima l’attivazione parziale dei primi servizi ambulatoriali presso il nuovo Ospedale della Sibaritide a Insiti. Per l’Osservatorio, l’apertura del nuovo plesso non può e non deve trasformarsi in un’operazione di facciata che lasci inalterate le carenze strutturali della sanità ionica. La richiesta del movimento è netta: il nuovo polo ospedaliero deve nascere garantendo la qualifica di Hub e dotandosi di reparti salvavita imprescindibili, a partire dalla Medicina Nucleare e dall’Emodinamica per l’intervento tempestivo sulle patologie cardiache acute, sul modello di quanto già avviene da anni nel presidio di Castrovillari. Da qui l’appello rivolto alla cittadinanza, ai sindacati e al tessuto associativo a superare le divisioni per difendere compatti il diritto alle cure.
La vicenda della mancata convocazione dell’assise civica sulla Sanità mette a nudo un evidente corto circuito nel rapporto tra la spinta civica dal basso e le dinamiche di governo dell’ente locale. Da un lato vi è la sollecitazione popolare che considera il confronto pubblico e trasparente un passaggio democratico ineludibile, specialmente quando sostenuto da centinaia di firme e da ex amministratori di lungo corso. Ignorare questi segnali rischia inevitabilmente di far percepire le istituzioni come un palazzo chiuso e distante dal sentire comune. Dall’altro lato emerge la precisa valutazione di opportunità della compagine di governo locale. Trattandosi di un tema la cui competenza gestionale e finanziaria risiede in capo alla Regione e alla struttura commissariale dell’Asp, l’esecutivo municipale potrebbe avere inteso evitare che la massima aula cittadina si trasformasse in un’arena di scontro politico ad alto voltaggio, preferendo mantenere il pallino del confronto lungo i canali istituzionali diretti. Una divergenza di prospettive in cui si inserisce anche la posizione defilata delle opposizioni consiliari, che sempre secondo Polis, sono apparse incapaci di raccogliere l’appello della piazza e di forzare i tempi per la convocazione dell’assemblea. Il risultato è un clima di inasprimento generalizzato, che lascia aperto il solco tra le legittime aspettative di partecipazione della cittadinanza e la gestione tattica delle vicende amministrative.


























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